La Scottina: un’oasi di pace tra arte, natura e alta gastronomia

Ho scoperto l’eleganza senza tempo del Relais Bistrot La Scottina, un’oasi di pace nel piacentino dove la storicità di una corte rurale incontra il design contemporaneo e le opere dell’artista Brigitta Rossetti, disseminate nella struttura. Diamante, l’altra sorella, si occupa della gestione della struttura. 

Tra gli elementi architettonici più iconici spicca il silo, che racchiude una suite. Collocato nel cortile interno, è avvolto da una rigogliosa edera che, al variare delle stagioni, si tinge di sfumature sempre diverse regalando uno spettacolo di straordinaria bellezza. Non a caso è anche il simbolo dell’azienda. Fanno parte del complesso altre 16 camere. 

Negli ambienti comuni si respira un’atmosfera sospesa tra passato e presente: dalle sale interne intime e curate nei minimi dettagli, calde e rigeneranti, fino allo splendido giardino esterno, perfetto per cene romantiche o serate di relax sotto le stelle.

Il ristorante è un punto a favore e regala un viaggio sensoriale a cura dello Chef Carlo Toscani. Classe 1992, ha maturato la sua esperienza in alcune delle più importanti realtà dell’alta ristorazione italiana. Nel corso della sua carriera ha lavorato presso il Ristorante Rossellinis di Palazzo Avino a Ravello (1 Stella Michelin), Antica Osteria del Teatro di Piacenza (1 Stella Michelin), Erba del Re di Modena (1 Stella Michelin) e come Sous Chef presso L’Albereta Relais & Châteaux di Erbusco, al fianco dello Chef Fabio Abbattista.

Con la sua visione innovativa e il profondo rispetto per la materia prima, Carlo Toscani trasforma gli ingredienti del territorio in autentiche opere d’arte culinarie, capaci di emozionare a ogni assaggio. La cipolla alla brace è un’esplosione di equilibrio e gusto!  

Mi sono sorte delle curiosità e ho avuto modo di confrontarmi con lui e fargli qualche domanda:

Molti giovani chef si trovano a dover bilanciare il rispetto per la tradizione con il desiderio di lasciare il proprio segno. Come riesci a far coesistere il patrimonio gastronomico classico con la tua voglia di sperimentare e proporre qualcosa di totalmente nuovo?

“Credo che la tradizione sia il punto di partenza di ogni cuoco. Prima di pensare all’innovazione bisogna conoscerla, rispettarla e comprenderne il valore. Le esperienze che ho vissuto in importanti realtà dell’alta ristorazione mi hanno insegnato tecnica, rigore e rispetto per la materia prima, ma soprattutto che un grande piatto deve emozionare prima di tutto per il suo gusto.

Per questo non cerco mai l’innovazione fine a sé stessa. Mi piace partire da ricette e sapori della nostra tradizione, valorizzando il territorio e le eccellenze italiane attraverso tecniche contemporanee, senza snaturarne l’identità. Credo che la cucina debba essere buona prima ancora che bella

Il mio modo di cucinare nasce proprio da questo equilibrio: rispetto per il passato, attenzione al presente e voglia di continuare a crescere, creando una cucina personale, riconoscibile e capace di lasciare un ricordo. Se un cliente esce dal ristorante con il desiderio di tornare, allora abbiamo davvero raggiunto il nostro obiettivo”.

La cultura del lavoro in cucina sta vivendo un profondo cambiamento rispetto al passato, con una forte attenzione alla sostenibilità umana e al benessere del team. Da giovane chef, in che modo stai ridefinendo l’atmosfera e la gestione della tua brigata?

Ho avuto la fortuna di crescere in brigate importanti, dove ho imparato il valore della disciplina, dell’organizzazione e dell’attenzione ai dettagli. Sono insegnamenti che porto ancora oggi con me e che considero fondamentali.

Allo stesso tempo, credo che il ruolo dello chef sia cambiato. Oggi una brigata deve essere un gruppo di persone che lavora con un obiettivo comune, in un ambiente basato sul rispetto reciproco, sulla collaborazione e sulla fiducia. Credo molto nel dialogo e nella formazione continua, perché una squadra motivata lavora meglio e riesce a trasmettere questa serenità anche al cliente. Cerco di essere uno chef presente, che dà l’esempio ogni giorno e che mette la stessa passione sia nell’insegnare ai più giovani sia nel continuare a imparare. La crescita di una brigata passa prima di tutto dalla crescita delle persone che ne fanno parte.

Se dovessi scegliere un solo piatto del tuo menù capace di raccontare chi sei, la tua generazione e la tua filosofia di cucina a chi non ti conosce, quale sarebbe e che storia nasconde?

“Se dovessi scegliere qualcosa che racconta davvero chi sono, probabilmente non sceglierei un singolo piatto, ma il lievito madre. È una passione che porto avanti da anni e che rappresenta perfettamente il mio modo di intendere la cucina: richiede tempo, pazienza, cura e costanza. Non si può avere fretta, bisogna rispettare i suoi tempi, proprio come accade nella crescita professionale di uno chef.

Il pane è il primo piatto che servo ai miei ospiti. Per questo dedico al lievito madre la stessa cura che riservo a qualsiasi altra preparazione della cucina. È un ingrediente vivo, che richiede attenzione quotidiana e che mi ricorda ogni giorno quanto la pazienza e il rispetto dei tempi siano fondamentali nel nostro lavoro.

Credo che il pane sia il primo gesto di accoglienza verso un ospite: è il primo sapore che incontra sedendosi a tavola e, spesso, anche il primo ricordo che porta con sé. Per questo considero il lievito madre non solo un ingrediente, ma un simbolo della mia filosofia di cucina: partire dalla tradizione, rispettarne i tempi e valorizzarla con tecnica e sensibilità, senza rincorrere effetti speciali ma cercando sempre autenticità, equilibrio e qualità”.

 

La cena è stata piacevolissima grazie anche alla preparatissima Sommelier Silvia Biasini che ci ha guidato alla scoperta delle referenze enologiche del territorio.

Ciò che rende davvero speciale il Relais Bistrot La Scottina è la sua capacità di far convivere eleganza, arte e concretezza. Grazie a Multimedia e alla proprietà per questa bella esperienza!

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads

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