PIEVALTA nessun sogno è troppo grande

“Sogna ragazzo sogna”, canta Roberto Vecchioni. E’ il vulcanico Silvano Brescianini il “ragazzo” che mi viene in mente dopo aver visitato Pievalta. Lui i sogni li fa, e li realizza pure! Nel 2002 decide infatti di investire oltre i confini del Franciacorta, scegliendo con lungimiranza la potenzialità del Verdicchio, vitigno autoctono marchigiano. Nasce così Pievalta a Maiolati Spontini e sceglie Alessandro Fenino, enologo con esperienze maturate nelle vendemmie del Franciacorta, per aiutarlo in questo suo progetto. Pievalta oggi si estende per 44 ettari, di cui 30,4 vitati condotti in biodinamica, con una produzione di circa 150.000 bottiglie l’anno.

Arrivata a Senigallia in una bellissima giornata di sole, trovo proprio Silvano Brescianini ad accogliermi. Una persona squisita, cordiale e desiderosa di condividere le sue passioni, cosa che apprezzo moltissimo. Nel corso di un piacevole pranzo vista mare, sorseggiando Animante, Silvano ci racconta del suo amore per Pievalta e questo territorio. Amore che comprendo bene quando, durante il tragitto per raggiungere l’azienda, vengo attratta dalla varietà di paesaggi che ci offre questa terra e che spaziano dall’azzurro del mare alla distesa delle verdi colline fino alle stradine bianche che sembrano cuciture tra i colori della natura e le opere dell’uomo.

LE VIGNE DI PIEVALTA

Con Alessandro Fenino e Silvano Brescianini iniziamo la visita alle vigne che si trovano in quattro dei 25 Castelli (di Jesi):  Maiolati Spontini, Montecarotto, San Paolo di Jesi e Cupramontana. Diversi suoli, diverse altitudini, diverse esposizioni. In particolare, il suolo del San Paolo ovvero il protagonista della Verticale in programma, è tufaceo. Queste vigne vengono da un vecchio corpo del 1968 reimpiantato e si trovano a più di 300 metri sul livello del mare. Alessandro ci racconta quanto il mondo della biodinamica sia affascinante, fatto di concetti semplici e di buon senso che si sono perduti nel tempo, rimpiazzati da esigenze spesso troppo economiche e commerciali. 

Guidato da un unico grande mantra, ovvero “Restituire salute alla terra, e quindi ai suoi prodotti e ripristinare le relazioni con la realtà nell’ambiente che ci circonda”,  Alessandro inizia a gestire le vigne in regime biologico in accordo con la proprietà, ottenendo ben presto la certificazione biodinamica Demeter.

Alessandro ci racconta che “Il filosofo austriaco Rudolf Steiner, ‘padre’ della Biodinamica, affermava che l’uomo è l’unico animale sulla Terra ad avvelenare il cibo di cui si nutre. Steiner era convinto che l’azienda fosse un organismo vivente, e che quindi per funzionare bene dovesse riuscire a fare tutto da sé; esattamente il contrario dell’agricoltura moderna, molto parcellizzata. Questo è però il sistema più sostenibile, ovvero quello di un’azienda agricola completa che ha frutteto, cereali e seminativo, con una biodiversità assoluta e che si autosostiene. Ha gli animali e quindi anche il letame. Noi usiamo le vinacce per produrre il nostro compost che possiamo usare in alcune parti del vigneto”.

LA VERTICALE DI SAN PAOLO

Devo ammettere di essermi persa nella degustazione, nel confronto vivace con i miei compagni di viaggio e nella sorpresa che ho trovato nei bicchieri, godendomi a fondo l’esperienza. Pertanto, mi limito a riportare gli appunti dell’enologo: del resto chi meglio di lui conosce questi tesori? 

San Paolo Castelli di Jesi Riserva 2008

Annata con primavera di buona piovosità, estate mite fino ai primi d’agosto, la vendemmia è stata segnata da ondata di calore iniziale che ha dato un’impronta calda al vino. Una maturità espressiva ancora vivace. 

San Paolo Castelli di Jesi Riserva 2009

Annata regolare, con primavera fresca, piogge regolari, vendemmia senza eccesso di calore o umidità, con buone escursioni termiche giorno/notte.

San Paolo Castelli di Jesi Riserva 2013

Annata caratterizzata da una piovosità elevata, una primavera molto fredda unita ad una bassa fertilità delle gemme che ha portato ad un carico di uva ridotto. La vendemmia è stata fresca e piovosa. Un San Paolo unico nel suo genere: grande potenza e una spinta acido-sapida eccezionale accompagnata da un profilo aromatico di spiccata mineralità.

San Paolo Castelli di Jesi Riserva 2016

Annata caratterizzata da buona piovosità primaverile che è proseguita anche nel mese di luglio. I mesi di agosto e settembre sono stati asciutti ed hanno permesso un’ottima maturazione delle uve che ha portato ad una vendemmia regolare con temperature gradevoli. Il vino racconta perfettamente questa “frescura” vendemmiale con un naso agrumato e una bocca di grande freschezza e sapidità. Una versione dal grandissimo potenziale di invecchiamento che negli anni diventerà sempre più goloso.

San Paolo Castelli di Jesi Riserva 2019

Il trend generale è quello di annate sempre più calde, ma le precipitazioni di luglio e settembre hanno permesso alla vite di portare a maturazione uve molto buone per corredo acido e aromatico. Abbiamo prodotto meno uva perché le piante portavano addosso ancora i segni della terribile grandinata del 2018. Per il primo anno un quarto del vino ha fermentato e affinato un anno in una botte di rovere da 25 ettolitri. Il resto ha fermentato in acciaio e poi ha proseguito la permanenza sulle fecce fini in cemento. Abbiamo voluto azzardare un forte cambiamento e ne abbiamo ottenuto un vino fedele al proprio profilo, luminoso e sapido, ma anche meno freddo e più sfaccettato a livello aromatico. Forse il San Paolo più completo di sempre, che ha conquistato il  premio speciale del Gambero Rosso come miglior bianco dell’anno.

San Paolo Castelli di Jesi Riserva 2021

Le vigne di San Paolo, poste sul versante nord est del Monte Follonica, nel Comune di San Paolo di Jesi, hanno suoli contraddistinti dall’arenaria pliocenica e da una giacitura in forte pendenza ad una altitudine di quasi 350 m sopra il livello del mare. I vigneti a Verdicchio sono due: il più giovane, di due ettari e piantato nel 2009, affianca la vigna di tre ettari piantata nel 1992. Ricorderemo l’annata 2021 come un’annata soleggiata e siccitosa, in linea con l’andamento in atto negli ultimi anni.

Il fil rouge che lega questi vini è sicuramente la sapidità immediatamente percepita al primo sorso unitamente alla grande freschezza anche nelle annate più vecchie.

CENA, MENU’ E ABBINAMENTI

La cena era prevista nella struttura a grandi vetrate adibita solitamente alle degustazioni. Una bellissima tavola conviviale dove sono state servite le preparazioni della Chef Maria Vittoria Griffoni.

Oltre al già citato “San Paolo” Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva Docg Classico, da non perdere il “Dominé” Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore, che nasce da una singola vigna del 1965; il “Tre Ripe ”Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore, il cui nome nasce dall’unione di uve provenienti proprio da tre versanti diversi; e infine il Perlugo Zero VSQ che mi è particolarmente piaciuto. Un Metodo Classico riuscitissimo da uve Verdicchio. E chi, se non Barone Pizzini con la sua importante tradizione spumantistica, poteva farlo così buono?

PERLUGO, PIEVALTA RINGRAZIA

Questo nome ha una storia particolare, che tengo a raccontarvi. Quando Silvano Brescianini capitò da queste parti, qualcuno (pare il giornalaio del paese) riconoscendolo pensò di avvisarlo che c’erano vigne in vendita. Ci racconta Brescianini: “Fui così conquistato da questo vigneto che ai miei soci posi l’aut-aut di farlo acquistare da Barone Pizzini; altrimenti lo avrei acquistato da solo”. Decisiva la scelta di Ugo Colombo, Presidente della cantina lombarda che ha ammesso di “avere sempre creduto in Pievalta, nella grande potenzialità del territorio e nella qualità dei suoi vini; per questo non temo il tempo che sarà necessario a raccogliere i frutti delle mie convinzioni”. In suo onore e per riconoscenza, e quindi “per l’Ugo”, è nato questo Metodo Classico indimenticabile.

Un ringraziamento speciale a:

Silvano Brescianini, la cui presenza non è da dare per scontata;

Alessandro Fenino, che mi ha regalato un approfondimento sul mondo della biodinamica;

Silvia Loschi, che con professionalità e simpatia si è occupata della nostra ospitalità,

e, last but not least, Stefano Donarini e Francesca Tortoreto (Multimedia), che riescono sempre a sorprendermi!

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads

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