Cantina Capellini & Chef Andrea Caffari – LA MAGIA DELLE SINERGIE

Saranno anche pericolosi, i ‘social’, ma forse un po’ in controtendenza posso assicurare che sono anche molto utili; il punto, ovviamente, è l’uso che se ne fa. Ve la faccio breve… Vengo contattata dallo Chef Andrea Caffari, che probabilmente vedendo le mie storie in giro per la Liguria, mi segnala una cena dal tema “ᴜɴᴀ ᴛᴀᴠᴏʟᴀ ᴅɪ ʀɪᴄᴏʀᴅɪ” presso l’Agrivino di Cantina Capellini. Curiosa, decido insieme ad alcune amiche di provare questa esperienza!

Arriviamo a Volastra, un piccolo borgo a 300 metri d’altezza nel Parco delle Cinque Terre tra colori e profumi di macchia mediterranea, uliveti e vigneti. Seguendo il sentiero 586 che passa tra le vigne a picco sul mare e le colline pazientemente rivestite di muretti a secco, arriviamo a quello che doveva essere stato poco più che un capanno per gli attrezzi, ora restaurato e adibito a piccola cucina per le degustazioni della cantina.

Davanti a noi, una bella tavola curata sotto una pergola di uva Bosco. Intorno, solo silenzio, mare, natura e le magiche luci dorate del tramonto. Bella l’idea del tavolo unico dove condividere emozioni e pensieri. Mirco ci da il benvenuto e ci spiega che il Covid gli ha dato il giusto stimolo per rivoluzionare un po’ la sua vita e quella della moglie Laura. 

Lei, commessa e wedding planner, proprio a causa di problemi sul lavoro, ha trovato il coraggio di cambiare vita e di valorizzare le sue doti di organizzative, mettendole al servizio della cantina di famiglia. Nel giro di poche settimane, mettono in piedi un piccolo ristoro dove le persone possono assaggiare il vino in mezzo alle vigne e da lì nascono diverse idee di esperienze: degustazioni, picnic, cene e molto altro.

Seduti a tavola inizia la danza del servizio, attento e discreto, mentre Laura ci illustra i piatti che si susseguono, a braccetto con i vini abbinati.

Il Menù

  • Un piccolo morso di Mediterraneo“, Muscolo ripieno fritto su salsa di mare, foglia d’ostrica e gocce di lime

Gustu – Bosco in purezza, il nome fa riferimento al soprannome del nonno Oreste che era “gustoso”, pacato. Nasce dall’esigenza di dare la possibilità a chi percorre i sentieri di bere un vino fresco e immediato).

  • Un abbraccio tra terra e mare“, Fiori di zucchina marinati, sgombro in salsa ponzu, crema di radicchio verde, gambero e gocce di nduja

Cinque Terre Dop 2024 – Bosco, Albarola, Vermentino 

  • Un tuffo nell’infanzia, ma con lo stupore dell’inaspettato“, Pastina al pomodoro e anguria

Menestrun – “Minestrone”, perchè viene da un mix di uve che i contadini vinificavano per uso personale

  • La regina dell’orto e il re dei vini, uniti per raccontare le calde estati tra i filari“, Guancia di melanzana CBT, fondo di albicocca fermentata alla brace 

Sciacchetrà DOP – Abbinamento sorprendente quanto azzeccatissimo 

  • Un omaggio alla semplicità e alla memoria“, Gelato al pane che sa di Liguria

Sentiero 686 – Il nuovo nato, Vermouth a base Vermentino con profumi di elicriso, chiodi di garofano, macchia mediterranea che stordisce piacevolmente.

Andrea mi ha incuriosito con i suoi piatti estrosi e pacati al tempo stesso. Decido di saperne di più e lui mi racconta che è nato a Modena (anche se non se la ricorda); la sua famiglia ha sempre viaggiato e si è sempre spostata tanto per lavoro e di conseguenza lui con loro. “Tanto che se mi viene chiesto un ordine cronologico delle città in cui ho vissuto faccio fatica a mettere insieme i pezzi“, mi dice. “Ho capito dopo tanti anni che questo girovagare tra posti, hotel e ristoranti probabilmente ha gettato le basi per la mia passione. Ho sempre invidiato quelli che hanno radici, una storia fatta di tradizioni nel solito posto, amicizie, eccetera….ma ho capito col tempo che va bene anche come sono cresciuto io. 

Un mix di tante cose, tante culture (ho anche sangue polacco). Ho iniziato a 17 anni a fare il lavapiatti, poi sono cresciuto piano piano frequentando corsi per ampliare le mie conoscenze. Ho cambiato tanti posti di lavoro, mosso dalla curiosità di esplorare e conoscere cose nuove. Ho sempre sentito mio questo mestiere perché non mi è mai sembrato un lavoro. E ho tanti bei ricordi. In zona ho fatto lo chef all’Eco del Mare di Lerici…un posto che mi rimarrà per sempre nel cuore. Ho fatto lo Chef anche al Grand Hotel di Portovenere. 

Poi però ho sentito sempre di più la mancanza di quel brivido…La routine di cucina mi stava spegnendo e probabilmente negli ultimi due anni lo ha fatto. Grazie alla mia compagna Silvia, alla quale sono molto legato e che mi ha supportato e sopportato tanto, ho aperto partita IVA e, con il senno di poi, è stata la scelta migliore che potessi fare. La mia cucina è diventata il mondo e non più le solite quattro mura“. 

La mia domanda “come siete entrati in contatto con Cantina Capellini?” ci fa tornare alla riflessione iniziale sui social media… “Cantine Capellini è stata una conoscenza casuale tramite social. Ho scritto a loro perché mi piaceva la filosofia aziendale, ci siamo sentiti, c’è stato subito un incontro, e da li è partito tutto. Mi piace tanto la filosofia di vita e di lavoro dei titolari. Ammiro l’impegno continuo che ci mettono!“.

La frase che più mi rimarrà nel cuore? “Ho sempre sentito mio questo mestiere perché non mi è mai sembrato un lavoro“.

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads

 

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