Ormai conosciamo l’agricoltura eroica e la viticoltura eroica, ma nessuno parla mai di ristorazione eroica.
Se mi è facile pensare, ad esempio, alle baite di montagna raggiungibili solo tramite sentieri impervi, non mi è invece altrettanto immediato immaginare qualcosa di simile nei locali in riva al mare. In Liguria, però, regione notoriamente scomoda da raggiungere e attraversare, esiste l’Agave, che incarna perfettamente il concetto di ristorazione eroica. Siamo a Framura, piccola frazione a nord delle più famose Cinque Terre.
Breve storia, Marco Rezzano si innamora di un vecchio ricovero per attrezzi abbandonato da tempo ai bordi di un binario e sogna di farne un locale speciale (se sei curios* leggi qui).

Marco, insieme alle figlie sommelier Elisa e Sofia e alla compagna Luisella Vattuone (pure sommelier, ma anche la geometra che ha seguito le complicate fasi della pesante ristrutturazione), iniziano nel 2016 quest’avventura.
Come la pianta omonima, L’Agave cresce negli anni con costanza e determinazione fino ad oggi, creandosi una clientela affezionata ed esigente che la sceglie ogni anno per passare ore in totale spensieratezza o per festeggiare anniversari e diverse ricorrenze. Nel tempo, il locale comincia ad apparire in guide prestigiose, ricevendo diversi premi e riconoscimenti.
All’arrivo si percepisce subito lo spirito di accoglienza dello staff; si entra facilmente in una dimensione di vero relax mentre si scelgono i piatti dalla carta o si seguono i menu degustazione che spaziano dal mare alla terra senza dimenticare le esigenze veg. I pensieri rimangono fuori. Si respirano il mare e i profumi mediterranei, le luci del tramonto. Vera poesia, momenti che non si vorrebbe che finissero mai.
Perché, quindi, ristorazione eroica? Mentre si è seduti a quel tavolo è tutto così perfetto – i sorrisi, l’accoglienza, la percezione chiara della voglia di far conoscere la propria terra – che ti dimentichi cosa c’è dietro. Amo raccontarlo, per non arrestarsi alla superficie e per valorizzare degnamente l’impegno e la passione.

Iniziamo dallo staff, che deve raggiungere questo luogo in treno, bici o moto – in stagione difficilmente con l’auto dato lo spazio limitato per il parcheggio. Le materie prime poi, sempre super fresche, arrivano via mare che, vale la pena ricordare, non sempre è calmo e liscio.
I vini presenti in carta, scelti con maestria da Marco Rezzano, Presidente di Ais Liguria (chi meglio di lui conosce le eccellenze del suo territorio?) vengono portati a braccia attraverso il sottopassaggio della stazione ferroviaria, in quanto non è possibile ottenere alcuna autorizzazione a nessuna ora del giorno o della notte per poter transitare sulla via ciclopedonale Bonassola- Framura.

Non ultimo: il meteo! L’Agave è una stupenda terrazza sul mare (con 38 coperti, a 21 gradini dalla cucina) ma i suoi proprietari vivono costantemente con “il naso all’insù”, in totale affinità agli agricoltori. Se piove, tutti a casa, niente incasso e il personale, giustamente, da pagare.
Se tutto questo non vi sembra assolutamente eroico…

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads


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