U Baccan, il Pigato che sfida il tempo

Da qualche tempo noto che è in atto una vera e propria rivoluzione, ovvero dimostrare con i fatti che i vini bianchi possono sfidare il tempo.

Una masterclass sul Pigato

Ho partecipato a questa masterclass sul Pigato durante la 12° edizione della Fivi, la prima nella nuova sede della Fiera di Bologna. Roberto, produttore dell’Azienda Agricola Bruna, ci ha intrattenuto raccontandoci la sua realtà, fatta di otto ettari di vigneti e alcuni ulivi coltivati sui classici terrazzamenti liguri, tra le colline e i boschi di macchia mediterranea nel comune di Ranzo, a 20 km da Albenga e ad altrettanti dalle Alpi Liguri. Tra boschi e colline scoscese poco abitate, la zona è esattamente quella votata alla produzione del Pigato. Qui, sono solo 9 le piccole aziende che lo producono. Il Pigato appartiene alla famiglia del Vermentino, ma presenta acini più grossi, e in questa zona dà origine a vini più intensi e profumati. Esistono Pigati con personalità ed espressioni diverse, dovute a una grande varietà di terreni. Infatti, se vicino a Ortovero i terreni sono sciolti e sassosi a causa del disfacimento di conglomerati di roccia sedimentaria che donano sapidità e vivacità al vino, nella zona di Pogli di Ortovero le vigne sono interamente contornate da boschi e il terreno ospita pietre calcaree e argille azzurre risalenti al Pliocene, le quali conferiscono mineralità. Spostandoci nella zona di Ranzo la terra cambia ancora, l’argilla è meno compatta, colorata di rosso da ossidi di ferro e manganese, le piante di vite superano i cinquant’anni e il vino acquista qui profondità e ricchezza. Un clima estremo è il comune denominatore della zona ed è riscontrabile in tutte le annate.

 

L’origine del Pigato U Baccan

La prima annata del Pigato U Baccan è nel 1999, quando il suocero di Roberto, Riccardo decide di fare una selezione delle vigne più vecchie (circa 85 anni) e lo fa uscire due anni dopo. Baccan viene dal dialetto ligure ed è un termine che indica chi ha la funzione di capo, maestro, o saggio di famiglia. Genova è stata Repubblica Marinara con un elevato traffico di merci e scambi tra diverse culture. Con molta probabilità, baccan deriva dalla parola che nella lingua turca odierna significa ministro (bakan). Tuttavia, ci racconta Roberto, l’ispirazione del nome avviene durante l’ascolto di “Crêuza de mä” durante l’ultimo concerto di Fabrizio de Andrè, nel 1998. Bello vedere come cultura, storia, musica, arte e tradizioni sono sempre strettamente collegate.

Facendo qualche ricerca in azienda, scopro che Francesca e la sorella Annamaria hanno ereditato la passione del nonno e del padre e già da bambine aiutavano durante la vendemmia e in cantina. Dopo gli studi universitari a Genova (scegliendo Ingegneria, una, e Chimica Farmaceutica l’altra), capiscono che la loro aspirazione è fare le vignaiole. E così Francesca, suo marito Roberto e Annamaria decidono di continuare la tradizione e coltivare la terra in modo naturale, in una zona ricca di fauna selvatica dove cercano di mantenere l’equilibrio tra animali e uomini.

La degustazione

La degustazione è stata entusiasmante e sorprendente. Abbiamo viaggiato con Roberto ripercorrendo le caratteristiche di ogni annata: 2021, 2020, 2019, 2017 e 2016. La sorpresa finale è stato l’assaggio del Russeghine 2014, ancora in forma malgrado l’annata sia passata alla storia come la peggiore del millennio.

Un fatto da segnalare è la presenza (dal 2021) di tracce di lupi, che oltre a rappresentare un importante segnale di biodiversità, aiuteranno a contenere i danni provocati dagli animali selvatici predatori di uva.

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads

5 risposte a “U Baccan, il Pigato che sfida il tempo”

  1. Avatar
    Anonimo

    Sempre bello leggere le tue esperienze…. Dettagli e particolari che aiutano a viaggiare seppur virtualmente.

    1. Avatar crivads
  2. Avatar
    Anonimo

    Articolo interessante, complimenti!!
    Marco

  3. Avatar BRUNA e ALESSANDRI: 50 sfumature di Pigato – #LIEVEPERDILETTO

    […] Agricola Bruna, scoperta durante una bellissima masterclass durante la Fivi di cui ho parlato in questo articolo. Non è facile trovare il Pigato fuori dai confini liguri e quindi, incuriosita, sono andata nella […]

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