Ho avuto l’onore di far parte dello staff interno in occasione della prima partecipazione di Regione Lombardia alla Slow Wine Fair 2025, evento di grande rilievo per gli appassionati di vino e gli operatori del settore. Per tre giornate si sono alternati produttori e sommelier Fisar, che insieme a Slow Food Lombardia hanno condotto 3 laboratori al giorno dando la possibilità al pubblico di conoscere le molteplici realtà vitivinicole della regione in abbinamento con i Presidi Slow Food.
La carta vincente è stato il clima informale creatosi e il coinvolgimento del pubblico, con pochi tecnicismi e molti racconti riguardanti il territorio. La presenza di produttori (uno o più, a seconda delle situazioni) ha inoltre facilitato la comprensione dei vitigni e degli stili da parte del pubblico, stimolandolo ad approfondirne le tematiche.

Il panorama vitivinicolo ricco e variegato della Lombardia
La Lombardia vanta 24.000 ettari di vigneti che producono una vasta gamma di vini di alta qualità. La regione si distingue per le sue 5 denominazioni DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), 21 DOC (Denominazione di Origine Controllata) e 15 IGT (Indicazione Geografica Tipica). Questi numeri testimoniano l’importanza del settore vitivinicolo lombardo e la sua capacità di offrire prodotti eccellenti e diversificati.

La ricetta del successo dei vini lombardi
Il successo dei vini lombardi è il risultato di una serie di fattori chiave che comprendono:
- Moderne tecniche di vinificazione: l’uso di tecnologie avanzate in cantina permette di esaltare le caratteristiche organolettiche dei vini e di garantire alti standard qualitativi.
- Ricerca e sperimentazione: costanti investimenti nella ricerca e nella sperimentazione, sia in vigneto che in cantina, permettono di migliorare continuamente i processi produttivi e di innovare.
- Attenzione alla qualità: la qualità è al centro di ogni fase della produzione, dalla coltivazione delle viti alla vinificazione e all’imbottigliamento.
- Cura dell’immagine del prodotto: la presentazione e il marketing dei vini lombardi sono curati nei minimi dettagli per attirare e fidelizzare i consumatori.
- Attività di valorizzazione: i consorzi di tutela svolgono un ruolo fondamentale nella promozione e nella valorizzazione dei vini DOCG, DOC e IGT, organizzando eventi, degustazioni e iniziative di comunicazione.
I consorzi di tutela della Lombardia
Ascovilo riunisce i 13 Consorzi lombardi che sono:
CONSORZIO TUTELA VALCALEPIO
Il Consorzio promuove e tutela le DOC bergamasche Valcalepio e Terre del Colleoni, oltre alla IGT Bergamasca. Vini importanti che nascono dai grandi vitigni internazionali, Merlot e Cabernet, che nelle tipologie riserva possono anche superare i tre anni di invecchiamento, ma anche Pinot Bianco e Pinot Grigio, oltre al particolare moscato passito, conosciuto al pubblico come Moscato di Scanzo.
CONSORZIO MONTENETTO
Il Consorzio Montenetto nasce per la tutela dei vini Capriano del Colle DOC e Montenetto di Brescia IGT. I terreni della zona, generalmente argillosi e privi di calcare, godono di un’ottima esposizione e risultano particolarmente adatti alla coltivazione della vite che qui ha una lunga storia, specialmente per quanto riguarda il Trebbiano e il Marzemino che sono alla base delle denominazioni tutelate.
CONSORZIO DI TUTELA DEI VINI DI VALTELLINA
La Valtellina è una delle zone vinicole verticali più belle d’Italia, il territorio terrazzato più esteso in Italia. Si tratta di 850 ettari di vigneto che comprendono la quasi totalità delle case e aziende vinicole della provincia di Sondrio. È l’unica area vitivinicola in Italia a fregiarsi di due DOCG congiunte all’interno della stessa zona produttiva: Valtellina Superiore e Sforzato di Valtellina. Le altre denominazioni sono Rosso di Valtellina DOC e Alpi Retiche IGT. E qui la fa da padrona la locale “Chiavennasca”, ecotipo del Nebbiolo.
CONSORZIO VINI MANTOVANI
Il Consorzio Vini Mantovani tutela un’area di produzione di oltre 1.700 ettari coltivati a vigneto, con 19 aziende associate che producono un’ampia gamma di vini, grazie alla varietà geografica e orografica della zona. Il microclima che caratterizza il territorio è particolarmente favorevole alla produzione del Lambrusco tra cui la celebre varietà Grappello Ruberti.
CONSORZIO TUTELA MOSCATO DI SCANZO
Una delle denominazioni più piccole d’Italia, solo 31 ettari nel comune di Scanzorosciate, per un vino inconfondibile: un moscato passito a bacca rossa, ottenuto dall’omonimo vitigno autoctono. Si ottiene dopo un appassimento minimo di 21 giorni sui graticci e due anni in vasche d’acciaio.
CONSORZIO TUTELA VINI OLTREPÒ PAVESE
La denominazione Oltrepò è la terza per estensione nel quadro delle denominazioni italiane, e rappresenta il 62% della produzione del vino in Lombardia. Qui si produce una vasta gamma di vini che spaziano dal giovane e brioso Bonarda ai Riesling, fino alle diverse interpretazioni della spumantistica da Pinot Nero, di cui l’Oltrepò è una culla.
CONSORZIO BOTTICINO DOC
Nato nel 1996, il Consorzio Botticino prende il nome dall’omonimo paese delle colline bresciane celebre per l’estrazione dei marmi. Un paese che corrisponde a una DOC che valorizza le uve di Barbera, Marzemino, Sangiovese e Schiava gentile che danno vita a un rosso capace di lunghi invecchiamenti.
CONSORZIO VOLONTARIO VINO DOC SAN COLOMBANO
Nato nel 1987, il Consorzio oggi riunisce alcune delle maggiori cantine, soprattutto dei comuni di San Colombano al Lambro e Miradolo Terme. Il San Colombano è l’unico vino DOC della città metropolitana di Milano e può essere rosso e bianco, fermo o frizzante. Oltre alla DOC esiste anche l’IGT Collina del Milanese per vini bianchi, rossi e rosati.
CONSORZIO GARDA DOC
La DOC Garda è il denominatore comune di un territorio che unisce le tante zone vitivinicole che si affacciano sulle sponde del Lago, dal Bresciano al Veronese al Mantovano. Oltre 31.100 ettari di vigneto con Garganega, Chardonnay, Pinot Grigio, ma anche Corvina, Merlot e Cabernet Sauvignon. Uno stile unico che eccelle nella spumantistica.
CONSORZIO VOLONTARIO DI TUTELA DEL VINO IGT DELLA VALCAMONICA
Quattordici aziende vitivinicole tra l’Alto Sebino e l’Adamello, riunite per tutelare un grande patrimonio, quello della viticoltura camuna. Un tesoro fatto di agricoltura eroica, terrazzamenti che disegnano un paesaggio vitivinicolo unico al mondo e vini d’altura presidio di biodiversità.
CONSORZIO VALTENESI – RIVIERA DEL GARDA CLASSICO
Le viti crescono su un’area collinare di origine morenica che si estende sul lato bresciano del Lago di Garda dove il particolare microclima si dimostra adatto tanto ai vitigni a bacca rossa, in particolare Groppello, Marzemino, Barbera, ma anche Riesling e Tuchì, impiegato nello storico San Martino della Battaglia. Caratteristica la produzione del vino rosato Chiaretto.
CONSORZIO VINI IGT TERRE LARIANE
Costituito nel 2009, il consorzio comprende il territorio collinare e di montagna nei pressi del lago di Como. Le due zone più importanti sono le colline della Brianza intorno a Montevecchia e l’alto Lago di Como, con l’estremità di Domaso. Vasta e diversificata la produzione, che comprende un’ampia varietà di vini bianchi, rossi e rosati tutti con denominazione IGT frutto di uve Verdese Bianco, ma anche Chardonnay, Riesling, Sauvignon, Trebbiano Toscano e per le uve rosse Barbera, Cabernet Sauvignon, Merlot, Marzemino e Schiava.
CONSORZIO TUTELA LUGANA DOC
L’area di produzione è contenuta e abbraccia le zone di Desenzano, Lonato del Garda, Pozzolengo e Sirmione. Lugana è la prima DOC riconosciuta in Lombardia e una delle primissime in Italia, frutto della varietà di uve bianche Turbiana. L’attuale disciplinare di produzione prevede cinque tipologie di Lugana: la versione “base”, il Superiore, la Riserva, la Vendemmia Tardiva e lo Spumante.

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads


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