Alsazia, mon amour

Uno dei vantaggi di far parte dell’Associazione delle Donne del Vino è potere partecipare a viaggi di approfondimento in luoghi dove da sola, per mancanza di tempo, di spirito organizzativo o per semplice pigrizia, non andresti. L’occasione di un viaggio organizzato alla scoperta dell’Alsazia era troppo ghiotta per farsela scappare – un’opportunità da cogliere al volo!

Ed è così che aderisco all’iniziativa e, con una certa emozione, raggiungo le mie compagne d’avventura. Il viaggio prevede di fare base a Colmar per poi muoversi lungo la strada del vino che si snoda per ben 170 km da nord a sud dell’Alsazia. Va ricordato che questa è la regione vinicola più importante della Francia per i bianchi.

ALSAZIA – STORIA DI UNA TERRA CONTESA 

Colmar è stata una città del Sacro Romano Impero. I suoi abitanti hanno avuto una storia molto travagliata, in quanto questa terra di confine è stata per secoli oggetto di contesa. Facendo un brevissimo riassunto, l’Alsazia divenne francese nel 1648 a seguito del Trattato di Vestfalia. Nel 1871 venne annessa all’Impero Germanico, diventando il capoluogo del distretto dell’Alta Alsazia, all’interno del Reichsland dell’Alsazia-Lorena.

Alla firma del Trattato di Versailles il 28 giugno 1919, che mise fine alla Prima Guerra Mondiale, l’Alsazia tornò alla Francia, fino al 1940, quando fu annessa al Terzo Reich e tornò quindi ad essere tedesca. Colmar fu l’ultima città alsaziana ad essere liberata dall’occupazione tedesca, tornando entro i confini francesi il 2 febbraio 1945. 

LA GEOLOGIA DEL TERRITORIO ALSAZIANO

La particolarità di questa zona è che il suolo è un vero e proprio mosaico. Il granito si alterna al calcare, l’argilla allo scisto e al gres. I vigneti di queste terre sono protetti dal massiccio dei Vosgi, che li scherma dall’influsso oceanico, e si trovano tra i 200 e i 400 metri di altitudine. Una condizione, questa, che favorisce una maturazione lenta e lo sviluppo della carica aromatica. I principali vitigni coltivati sono Sylvaner, Pinot Blanc, Riesling, Muscat, Pinot Gris, Gewurztraminer e Pinot Noir.

CLASSIFICAZIONE DI QUALITA’

L’Alsazia è un’eccezione all’interno del panorama francese, poichè contrariamente al resto del paese in cui è uso indicare in etichetta esclusivamente il nome della zona o del cru senza riferimenti alle uve utilizzate, qui i vini monovarietali possono riportare in etichetta il nome del vitigno. I vini ad “Appellation d’Origine Côntrolée” cadono sotto la denominazione ‘Alsace AOC’ o ‘Vin d’Alsace AOC’.

La menzione di qualità più elevata è la ‘Alsace Grand Cru AOC’ che comprende vini prodotti esclusivamente in una delle 51 località previste nel disciplinare. Le due menzioni più importanti per i vini Alsaziani sono la ‘Vendange Tardive’ (vendemmia tardiva) per i vini prodotti con uve raccolte con qualche settimana di ritardo rispetto al periodo della vendemmia e la ‘Sélection de Grains Nobles’ (selezione di acini nobili) per i vini prodotti con uve attaccate dalla Botrytis Cinerea, la famosa muffa nobile. Questi sono vini dolci e di struttura importante, piuttosto rari e costosi e che possono essere incredibilmente longevi.

Altre menzioni meno famose sono ‘Sélection’, ‘Réserve’ e ‘Spécial Cuvée’, generalmente riservate a vini di produzioni particolari e di elevata qualità. Celebre è anche lo spumante metodo classico ‘Crémant d’Alsace AOC’.

IL TOUR

Il mio racconto e l’elenco delle degustazioni, con qualche osservazione a margine, vuole essere un diario per ricordare a me stessa questo viaggio (chi mi conosce sa che la mia memoria è non esattamente di ferro) ed eventualmente essere utile a qualcuno che voglia intraprendere una visita in questa regione.

15 MARZO 

Domaine Schlumberger – Guebwiller

Iniziamo la giornata con la visita alla prestigiosa Domaine Schlumberger, la più grande tenuta in Alsazia con i suoi 140 ettari di vigna di cui 70 classificati grand cru e 30 a regime biodinamico. I vigneti sono situati in terreni ripidissimi che vengono ancora arati da cavalli. La raccolta, qui, è manuale e impiega circa un centinaio di persone. La tenuta fu fondata da Ernest Schlumberger, che iniziò due secoli fa con 20 ettari, mentre ora siamo arrivati alla settima generazione. 800.000 le bottiglie prodotte, esportate in 40 paesi. All’interno della cantina sono presenti 120 grandi botti di legno secolari, alle quali è stato applicato un moderno sistema di termoregolazione. 

LA DEGUSTAZIONE 

  • Pinot Blanc Les Princes Abbés 2019 (mango, agrumi, pesca gialla, fiori bianchi)
  • Riesling Les Princes Abbés 2021 (spiccata acidità, agrumi, sapidità importante)
  • Riesling Grand Cru Saering 2021 (esposizione a sud-est, meno acidità, più rotondo)
  • Pinot Gris Les Princes Abbés 2020 (9 gr/l residuo zuccherino, pesca bianca)
  • Pinot Gris Grand Cru Kitterlé 2014 (da terreno vulcanico, vendemmia tardiva, 50 gr/l residuo zuccherino, albicocca secca, miele, sentori affumicati)
  • Gewurztraminer Les Princes Abbés 2022 (25 gr/l residuo zuccherino, demi-sec, floreale, rosa, miele)
  • Gewurztraminer Grand Cru Kessler 2019 (miele, 45 gr/l residuo zuccherino, esposizione a est, minerale, poca acidità)
  • Gewurztraminer vendanges tardives Cuvée Christine 2018 (vendemmia fine ottobre-inizio novembre, 110 gr/l residuo zuccherino, liquoroso)

Domaine Weinbach – Kaysersberg

Ci accoglie Edy Faller, quarta generazione di viticoltori. Ci racconta che il bisnonno, nel 1898, comprò la proprietà che ora si estende per 38 ettari, di cui 10 vicino alla cantina ai piedi della maestosa collina di Schlossberg (classificata come Grand Cru) e gli altri sparsi per le colline intorno. Weinbach, o letteralmente “ruscello del vino”, fu eretto nel 1612 dai monaci Cappuccini. Furono loro a chiamare “Clos des Capucins” un terreno di circa 5 ettari che circonda la Domaine con le mura di cinta.

Questo ‘clos’ è menzionato già nell’890, anno in cui l’Imperatrice Richardis lo donò all’abbazia di Etival, che a sua volta ne staccò una parte a beneficio dei monaci Cappuccini. La produzione è di 150.000 bottiglie l’anno – l’obiettivo, trovare l’equilibrio tra le varie particelle.

LA DEGUSTAZIONE

  • Pinot Noir Altenbourg 2021
  • Riesling Theo 2022 (sabbioso e fruttato, dedicata al capo famiglia Théo Faller)
  • Riesling Colette 2022 (grasso, minerale, granitico)
  • Riesling Grand Cru Schlossberg 2022
  • Riesling Grand Cru Schlossberg Cuvée Sainte Catherine 2022 (minerale, fresco, fruttato, da vigne vecchie)
  • Pinot Gris Caracoles 2022 (elegante)
  • Pinot Gris Altenbourg 2022 (da terreni marnosi, molto gastronomico, 14 gradi)
  • Orange Wine macerato sulle bucce MVO 2021 (2/3 Pinot Gris + 1/3 Gewurtztraminer senza solfiti e senza filtrazione)
  • Gewurztraminer Altenbourg 2022
  • Gewurztraminer Grand Cru Furstentum 2022
  • Gewurztraminer 2007 Séléction de Grains Nobles (con muffa nobile)

 

Domaine Jean Dietrich – Kaysersberg

L’ultima cantina visitata nella nostra intensa giornata è stata fondata nel 1954 ed è anch’essa a conduzione familiare. Inizialmente aveva un’estensione di 7 ettari, diventati poi 13, dislocati in tre villaggi diversi su un raggio di soli 5 km. Qui vengono prodotti i 7 vitigni tipici alsaziani, sempre in purezza. Non si fanno assemblaggi, anche per la volontà della famiglia di salvaguardare e preservare l’identità delle diverse parcelle, e la vendemmia è manuale, date le importanti pendenze presenti su circa il 70% della proprietà. La vendemmia dura approssimativamente un mese, rispettando i sette differenti tempi di raccolta tra precoci e tardivi. In questa fase sono impiegate 15 persone (tutti pensionati o quasi) che possiedono la pazienza e la passione necessarie per eseguire la raccolta manuale e che consentono una produzione tra le 60.000 e le 70.000 bottiglie l’anno. La cantina non ha alcun materiale di scarto – le vinacce utilizzate vengono recuperate per uso industriale o farmaceutico e dai vinaccioli si produce l’olio di semi. Non si butta via nulla!

LA DEGUSTAZIONE

  • Crémant D’Alsace 2022
  • Pinot Noir 2022
  • Riesling 2022
  • Pinot Gris 2022
  • Gewurztraminer 2020
  • Gewurztraminer 2022 da vecchie vigne di 45 anni

16 MARZO

Domaine Pierre Adam – Ammerschwihr

Iniziamo la giornata con la visita all’azienda “Domaine Pierre Adam”. La sua storia inizia dopo la Seconda Guerra Mondiale, con le prime bottiglie datate 1949. Dopo quattro generazioni, è tuttora a conduzione familiare. Gli attuali titolari sono Nathalie Adam e il figlio Theo, orgogliosamente membri dell’Associazione ‘Vignerons Indépendants’. La  superficie vitata è di 17 ettari e la produzione è di 120.000 bottiglie l’anno.

LA DEGUSTAZIONE

  • Crémant d’Alsace (100% Chardonnay) 
  • Riesling Grand Cru Kaefferkopf 2022 (terreno calcare, floreale, stile Mosella, pesca, citrus, 12,5 alcool)
  • Muscat d’Alsace Cuvée Préstige 2021 (prodotto solo nelle annate migliori, demi-sec 11.8°, da bere al massimo in 4 o 5 anni, si assembla già in vigna)
  • Pinot Gris Grand Cru Hengst 2020 (terreno marnoso che trattiene l’acqua, è raccolto solo un terzo dei grappoli e può invecchiare anche 20 anni, note di frutta, secca affumicato, sottobosco)
  • Gewurztraminer Grand Cru Kaefferkopf 2021 (al naso, litchi e rosa, 50 gr. di residuo zuccherino) 
  • Gewurztraminer Cuvée Alexandre Vendange Tardives 2020 (può invecchiare fino a 20-30 anni in cantina, litchi, rosa, frutta esotica, pepe, produzione solo 15 ettolitri/ha) 

 

Caveau Jean-Baptiste Adam – Ammerschwihr

Una cantina che può vantare ben 400 anni di storia, con la 14° generazione che sta passando il testimone alla 15esima! Un vero e proprio punto di riferimento nella storia della vinificazione in Alsazia. Pensate che i fusti più vecchi sono datati 1883 e che durante la seconda guerra mondiale la cantina fu utilizzata come rifugio. Il 2004 ha segnato un nuovo inizio nella storia di questa cantina, in quanto è stata effettuata la conversione delle vigne ad agricoltura biologica e biodinamica (i produttori fanno parte dell’associazione Demeter). La proprietà si estende per 20 ettari, con raccolta interamente manuale, nessuna diraspatura, e con produzione di ben cinque diversi tipi di Crémant, oltre a tutti i vitigni tipici alsaziani.

LA DEGUSTAZIONE

  • Riesling Lieu-dit Letzenberg 2019 (argilloso, calcareo, molto sapido) 
  • Riesling Grand Cru Wineck – Schlossberg 2018 (note affumicate, agrumi) 
  • Pinot Gris Lieu-dit Letzenberg 2020 (fa barrique antiche, stile secco, 14 gradi, vaniglia)
  • Gewurztraminer Grand Cru Kaefferkopf de JB Adam “Vieilles Vignes” 2019 (frutti esotici, pepe rosa) 
  • Crémant D’Alsace Pinot bianco, Pinot nero, Chardonnay “Les Natures” millesimato (molto citrico, mela) 
  • Pinot Noir de JB Adame “Elevé en fût de chêne” 2020 (terreno granito e calcare, stile Borgogna, rosa canina, legno, note verdi) 

17 MARZO

Domaine Agapé – Riquewihr

Siamo accolte in cantina da Vincent Sip, che ha iniziato la sua attività nel 2007. Vincent proviene da una famiglia di vignerons di un altro villaggio, dove possiede alcune vigne. Altre le prende in affitto e ora in totale conta 12 ettari in regime bio. Il nome dell’azienda, che deriva dal greco e significa “amore incondizionato”, riassume bene la filosofia aziendale. 

Vincent ci spiega in modo semplice ma molto efficace che circa 50 milioni di anni fa (!) esisteva una sola montagna che congiungeva i monti Vosgi alla Foresta Nera. Non si sa per quale motivo, accadde ad un certo punto che i Vosgi sprofondarono. Vincent paragona il suolo a una millefoglie che implode sprofondando, mescolando le varie falde di granito, sabbia e calcare. L’immagine rende perfettamente l’idea. Così, oggi le colline alsaziane possono vantare un sottosuolo composto da una scacchiera di piccole porzioni di terreni. Questo costituisce un’incredibile complessità geologica e rappresenta il tratto più distintivo e originale della zona. Domaine Agapé ha 25 parcelle differenti, ognuna vinificata separatamente. La vendemmia è manuale e la lavorazione a grappoli interi con lenta fermentazione. Tutti i Pinot fanno legno, mentre gli aromatici solo acciaio. La produzione è di 70.000 bottiglie più 10.000 di Crémant, vino che nasce in Alsazia nel 1970 e che vede adesso il 25% della produzione in questa regione.

LA DEGUSTAZIONE

  • Crémant d’Alsace Brut B Millésimé 2021 
  • Pinot Gris 2021
  • Riesling Grand Cru Ostenberg 2020
  • Riesling Grand Cru Schoenenbourg 2020
  • Riesling Grand Cru Schoenenbourg 2017
  • Pinot Gris Grand Cru Osterberg 2020
  • Gewurztraminer Helios 2019 (da vigne di 70 anni)
  • Pinot Gris Selection Grains Nobles 2017

In questa cantina abbiamo ricevuto un’accoglienza calorosa e amichevole che di certo non scorderò! Prima di riprendere le nostre visite, abbiamo esplorato la bella cittadina di Riquewihr che si trova all’interno di mura fortificate di origine medioevale. Perdersi tra i vicoli, con le case colorate dalle tipiche facciate, è stato come vagare in un paese delle favole. Non a caso, questo luogo ha ispirato i disegnatori di Walt Disney per l’ambientazione del villaggio del celebre cartone animato “La bella e la bestia”. 

 

Louis Sipp – Ribeauvillé 

Ci accoglie Martine Sipp, quarta generazione di vignaioli. Questa realtà vinicola si trova nel ridente villaggio di Ribeauvillé, con i suoi vicoli stretti e le sue tipiche case a ‘colombage’ ed è immerso in una verde vallata coltivata a vigneti. La cantina fu avviata alla fine della Prima Guerra Mondiale da Louis Sipp, grazie anche alla lungimiranza di nonna Louise che, mentre il marito era in guerra in Russia, acquistò vari appezzamenti di terra per coltivare le vigne. Oggi la tenuta si estende per 45 ettari, tutti vendemmiati manualmente. Sono biologici dal 2005 (tra i primi da queste parti) e biodinamici dal 2022, con 120 diversi appezzamenti. L’obiettivo è fare vini di terroir con una ricerca costante della qualità. La produzione è di 150.000 bottiglie, 20 le referenze. Nota di merito: hanno ripreso a produrre il Sylvaner, vitigno quasi dimenticato.

LA DEGUSTAZIONE 

  • Hagenau 2016 blend 50% Riesling 10% Sylvaner 20% Gewurztraminer 20% Pinot Grigio (vinificato secondo la tradizione tedesca, con vitigni vendemmiati insieme)
  • Riesling Muehlforst 2021 (vivace acidità, secco)
  • Riesling Steinacker 2020
  • Riesling Grand Cru Kirchberg de Ribeauville 2018
  • Riesling Grand Cru 2011
  • Pinot Gris Trottacker 2017
  • Pinot Gris Grand Cru Osterberg 2017
  • Gewurztraminer Rotenberg 2019 (da vigne di 80 anni!)
  • Gewurztraminer Grand Cru Osterberg 2017
  • Pinot Gris Grand Cru Kirchberg de Ribeauville 2005

Con la convinzione che quello che ho vissuto è stato solamente un assaggio di questa zona, torno a casa con le idee più chiare rispetto all’Alsazia. Fino a questa esperienza, era una regione della Francia studiata sui libri e di cui avevo sinceramente assaggiato poco. Oltre a conoscere meglio questo territorio e i suoi vini, il valore aggiunto di questo viaggio di scoperta è stato il capitale umano conosciuto, quello delle Donne del Vino, e le relazioni e amicizie che si sono strette. Al prossimo viaggio!

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads

 

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