Come a casa. Sì, avete letto bene. Io, qui, mi sento a casa. Come è possibile, in un ristorante stellato? Credetemi, è possibile. Iniziamo dal fatto che Andrea Aprea ti accoglie all’entrata come si fa a casa, appunto. Da alcuni mesi questa prestigiosa sede all’interno della Fondazione Rovati è infatti “casa sua”.
Dopo 10 anni passati al Vun (ristorante dell’hotel Park Hyatt) e tanti di gavetta in giro per il mondo, ha deciso di realizzare il suo sogno. Una decisione non facile e coraggiosa, lasciare le 2 stelle Michelin e un lavoro avviato.
Con la mia amica del cuore abbiamo voluto ripetere questo percorso gustativo perchè ritengo l’arte di Andrea di un livello superiore. Sarà per le sue origini campane, sarà che attraverso le sue creazioni (si, perchè piatti è assolutamente riduttivo) trasmette sapore, colore ed emozioni. Tre sono i menu degustazione per viaggiare attraverso il palato. Questa volta, anche se affezionate al menu Partenope (esiste anche il Contemporaneità), abbiamo provato il Signature:
️Scampi, Porcini, Nocciola, Dragoncello
️Uovo al Purgatorio
️Patata “In Stagnola” all’Amatriciana
️Ri-Sotto-Marino
️Calamarata “Gerardo Di Nola”, Coda alla vaccinara, Grana Padano Riserva, Zafferano, Crescione
️Pizzaiola disidratata…
️Rombo alla Mugnaia
️Baccalà, Rabarbaro, Cioccolato bianco, arachidi, olio evo
Il celebre Limone in varie consistenze
Non sono mancati antipasti di benvenuto, gourmandises. Sfido chiunque a dire che dai ristoranti stellati ci si alza con la fame. Carta dei vini interessante e con ricarichi onesti. L’ambiente è elegante ma non freddo, e il personale di sala giovane, preparato e sorridente. Come diceva Nelson Mandela: “Un vincitore è un sognatore che non si è arreso” e, per me, Andrea ha vinto.

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads


Lascia un commento