L’altra Toscana

Diciotto Denominazioni, oltre 350 etichette che raccontano sfaccettature diverse e meno conosciute, sono state le protagoniste della giornata conclusiva delle Anteprime toscane a Firenze il 19 febbraio. Un grande lavoro di squadra quello dell’Associazione “L’Altra Toscana”. nata nel 2021, è composta da quattordici Consorzi di tutela vitivinicola, dove tutti i soci sono già certificati biologici o in fase di conversione. Un ulteriore punto a favore, in questo momento storico in cui il consumatore è sensibilizzato e sollecitato su tema della sostenibilità.

In degustazione i vini delle DOP e IGP che molto hanno ancora da raccontare per farsi conoscere: Maremma Toscana, Montecucco e Montecucco Sangiovese, Orcia, Cortona, Valdarno di Sopra, Terre di Pisa, Chianti Rufina, Terre di Casole, Grance Senesi, Montescudaio, Suvereto, Val di Cornia e Rosso della Val di Cornia, Carmignano, Barco Reale di Carmignano e Vin Santo di Carmignano e Toscana. 

LA STORIA DELLA VALDARNO

La storia della Valdarno risale ai tempi di papa Giulio III, quando nella zona di Valdarno di Sopra si producevano alcuni dei vini preferiti dal pontefice e i suoi bianchi erano particolarmente apprezzati. Oggi la produzione dei vini rossi ha preso il sopravvento, anche se si continuano a produrre vini bianchi di squisita fattura e intensità. Questa DOC storica appare per la prima volta nel famoso bando granducale di Cosimo III dei Medici che, il 24 settembre del 1716, promulgò un provvedimento dal titolo “Sopra la Dichiarazione de’ confini delle quattro regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Valdarno Superiore” nel quale si definivano con precisione gli ambiti geografici entro i quali dovevano essere prodotti i vini per ottenere la denominazione corrispondente.

La zona vide negli anni avviare un processo di sviluppo economico e di crescita demografica che favorì, nei primi anni del ‘900, l’industrailizzazione a discapito dell’agricoltura. Fortunatamente, negli ultimi anni il processo pare essersi invertito grazie alla riscoperta di questo territorio e al supporto delle istituzioni, Regione Toscana in primis.

Oggi l’obiettivo del Consorzio di Tutela Valdarno di Sopra, che ha recentemente ottenuto l’approvazione delle modifiche alla DOC, è chiaro: produrre vini di estrema qualità e posizionarsi sulla fascia alta di mercato. 

Queste le modifiche più sostanziali al disciplinare della DOC:

–  La zona di produzione è stata estesa alla parte fiorentina del Valdarno di Sopra, ricreando l’unità storica e ampelografica del territorio.

– Sono stati valorizzati i monovitigni nell’ottica di una più generale valorizzazione delle tipologie autoctone.

– La menzione “vigna”, ispirata ai CRU francesi, vede ora l’obbligo di utilizzo di sole uve da agricoltura biologica.

VALDARNO DI SOPRA: LA MASTERCLASS

Sono molto felice di aver potuto partecipare alla master class guidata magistralmente da Daniele Cernilli alla presenza di tutti i produttori, un vero valore aggiunto. Il titolo “Valdarno di Sopra: dalle modifiche al disciplinare ai vini Vigna, l’evoluzione di una D.O. basata su vocazione territoriale, viticoltura bio e qualità” anticipava un cambiamento rispetto al passato con una particolare attenzione, appunto, ai vini con menzione Vigna. Sono infatti 16, ad oggi, i soci dell’Associazione Produttori Vigne Bio Valdarno.

ASSAGGI E APPUNTI

Petrolo, Galatrona, vigna Galatrona 2021 – Merlot

Cru proveniente dal vigneto Galatrona, piantato nel corso degli anni ‘90 con cloni bordolesi su una parcella di 3 ettari. La prima annata fu prodotta nel 1994 e la produzione è limitata a 20.000 bottiglie all’anno. 

Il Borro, Nitrito, vigna Casella 2020 – Cabernet Sauvignon

Prodotto nella tenuta appartenuta ai Savoia Aosta poi acquistata dalla famiglia Ferragamo. Salvatore Ferragamo Jr. ci racconta che questo vino è l’ultimo nato nel 2018 e che cresce su terreni sabbiosi dove vengono impiegati i cavalli per ridurre l’impatto della compressione e favorire l’arieggiamento del terreno. 1700 le bottiglie prodotte con vinificazione integrale in barriques per 18 mesi con affinamento in vetro per almeno 18 mesi. Conquista perchè le caratteristiche varietali vengono espresse al meglio.

Il Borro, Alessandro dal Borro, vigna Alessandro dal Borro 2018 – Syrah

Il Syrah trova nelle ghiaie della Valdarno il terreno perfetto per esprimersi al meglio. Tutte le lavorazioni sono manuali, dalla raccolta ai travasi nelle barriques. In questa annata sono state prodotte solo 1500 bottiglie di formato magnum.

Tenuta Sette Ponti, vigna dell’Impero 2019 – Sangiovese

La vigna venne piantata nel ’35 su terreni sassosi. Dal 2013 viene trattata ancora con più attenzione, oltre a vedere l’applicazione di metodi di coltivazione biologica (torba, lombrichi, etc). 

La Salceta, Ruschieto, vigna Ruschieto 2020 – Sangiovese

Il vigneto è situato su terreni sassosi nella parte della valle che confina con le colline del Chianti. 

Tenuta San Jacopo, vigna Mulino 2020 – Sangiovese

Siamo nella zona al confine con il Chianti Classico, sul versante nord, al confine tra le provincie di Firenze ed Arezzo. Si osservano note più tanniche rispetto ai precedenti assaggi.

Petrolo, Bòggina C Riserva, vigna Bòggina 2021 – Sangiovese

La vigna si trova tra i comuni di Gaiole e Castelnuovo Berardenga. Fu piantata dal leggendario Giulio Gambelli e ripiantata qualche tempo fa su terreni di galestro, arenaria e rocce. Luminoso e minerale.

La Salceta, Fuorilinea, vigna Ruschieto 2023 – Sangiovese

La vigna ha 25 anni sono state prodotte, in questa annata, solo 318 bottiglie rispetto alle 14/15 mila consuete. Ettore Ciancico, il titolare dell’azienda spiaga alla platea il suo pensiero molto coerente: “Così è l’annata, così è il vino” concludendo che “dietro ogni vino c’è una scelta umana”. E per mettere a tacere le polemiche che imperversano sul mondo vino, Ettore afferma: “La vite è una pianta selvatica che vuole fare cadere i suoi grappoli in terra per potersi riprodurre… il vino non serve”.

A buon intenditor…

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads

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