Gli assaggi dell’ultimo Merano Wine Festival mi hanno portato a conoscere un’interessante realtà italiana all’estero, ovvero Lechburg, la prima winery biologica della Transilvania. Allo stand c’erano molta curiosità e un’affluenza costante, grazie anche ai piccoli assaggi gastronomici pensati apposta per esaltare la tipicità dei vini di quest’area della Romania, conosciuta ai più quasi esclusivamente per le storie di vampiri della letteratura e cultura popolare e ampiamente utilizzate nel cinema contemporaneo.
Colpisce immediatamente la bellezza delle etichette, che vogliono essere un omaggio alla terra che ospita questa realtà tutta italiana. Tutte riportano disegni stilizzati di abitanti nei loro abiti tradizionali, ricavati da un’attenta ricerca condotta sulle tradizioni locali. Devo ammettere che l’etichetta, una volta vista, rimane decisamente impressa e dà una forte identità al prodotto e alla zona di produzione.



Un po’ di Italia in Transilvania
Una storia, quindi, di imprenditoria italiana. Una famiglia di viticoltori da generazioni nell’Oltrepo Pavese che nella seconda metà del secolo scorso decise di investire in questa zona, cuore della Transilvania, avviando la produzione nel 1962 e acquistando poi la Cantina nel 2015. La loro produzione verte principalmente sui vini bianchi (80% del totale), in virtù della specifica vocazione del territorio per questo tipo uvaggio, i cui vitigni crescono qui nelle condizioni più favorevoli.
I vigneti hanno un’estensione di 70 ettari e si snodano su anfiteatri naturali a un’altitudine tra i 380 e i 520 metri slm. L’escursione termica fra giorno e notte preserva e garantisce i livelli aromatici, da una parte, mentre dall’altra ne preserva l’acidità. Entrambi queste caratteristiche sono presenti a livelli elevati e contraddistinguono questi vini all’assaggio.
Transilvania, regione a vocazione vitivinicola
Lechinta, il piccolo paese in cui si trova l’azienda, è infatti una zona incontaminata a forte vocazione vitivinicola che trova il suo apice nel Grand Cru Sassone, qui di storica tradizione. Nel 13° secolo infatti, i Sassoni della Valle del Reno e della Mosella si stabilirono in questo territorio caratterizzando con l’impronta della tradizione alsaziana e renana la viticoltura locale odierna. Abbandonata per lungo tempo dal XX secolo, la viticoltura rinasce dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale grazie al ritorno dei viticoltori alle loro terre di origine.
Il naturale microclima che si trova in questa zona garantisce le migliori condizioni per la decantazione dei mosti, la loro fermentazione e la maturazione dei vini. La lavorazione avviene sfruttando il principio di gravità in tutto il ciclo produttivo. L’edificio principale si sviluppa infatti su quattro livelli, ognuno dei quali dotato di cisterne in cemento che assicurano i livelli di caduta necessari, riducendo al minimo l’uso di pompe enologiche e garantendo travasi delicati.
La Transilvania è DOC e BIO!
Grazie alle sue particolari caratteristiche climatiche e geologiche, il territorio di Lechinta ha ottenuto una propria Denominazione d’Origine Controllata (DOC). E non solo. I vini di Lechburg hanno anche ottenuto certificazione Bio e VeganOk. Un primato per questa regione.
Accanto ai vitigni internazionali come Gewürztraminer, Sauvignon Blanc, Riesling Renano, Chardonnay e Pinot Grigio, vengono vinificati anche alcuni autoctoni come il Neuburger e il Fetească Regală. Gli assaggi che mi hanno più entusiasmato sono stati il Sauvignon blanc e il Fetească Regală, ma confesso che dovrei fare un ripasso. Girovaga come sono, di certo prima o poi riuscirò ad andare anche in questi luoghi, per visitare Lechburg, ennesima bellissima realtà di eccellenza italiana!
Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads




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