La Grande Bellezza Tour

Il Format –

Si tratta di un evento dedicato alla degustazione e alla scoperta dei vini eccellenti del territorio italiano ed è frutto della selezione precisa e accurata del critico Raffaele Vecchioni e del suo staff. Raffaele è convinto che “oggi più che mai, sia fondamentale creare connessioni fatte di storie, momenti, vita ed emozioni per aumentare la percezione di un brand e conoscerlo a fondo”. Bologna è la città che chiude il tour che ha toccato Amsterdam, New York, Napoli e Milano, in location di grande fascino.

La degustazione di vino è costituita da un Grand Tasting principale, dove sono presenti circa 20 aziende italiane (più un corner dedicato allo Champagne), che hanno la possibilità di raccontare i loro prodotti a professionisti del settore. Nel corso del pomeriggio si sono svolte tre masterclass molto interessanti. Ho scelto di partecipare alle due che mi hanno maggiormente incuriosito e sono state un’esperienza di arricchimento umano e culturale.

Mattatore unico è stato Raffaele, che con quel pizzico di informalità che mette tutti a proprio agio ha magistralmente condotto le degustazioni, dandoci la possibilità di confronti e approfondimenti di cui il mondo del vino ha così bisogno.

La Grande Bellezza del Montepulciano, re dei vini

Dopo una bella introduzione sul borgo di Montepulciano e sulla storia di una denominazione che si era un po’ adagiata sugli antichi allori (forse dovuto all’ottenimento per prima in Italia della DOCG), Raffaele si è soffermato a spiegarci come dal 2025 ci sarà una vera e propria rivoluzione, portata avanti dal Presidente del Consorzio Vino Nobile Andrea Rossi. In tempi brevissimi, Rossi ha avuto la capacità di ottenere il consenso unanime tra i produttori per l’adozione di un disciplinare più restrittivo di quello in uso. 

Il nuovo disciplinare prevede, oltre ad altre restrizioni legate alla topografia e all’età dei vigneti, l’utilizzo di sole uve Sangiovese in un minimo dell’85% e di uve autoctone – Canaiolo, Mammolo e Colorino – al 3% massimo. Inoltre, per la prima volta è stato posto un limite alla presenza di etilfenoli (i brettanomices responsabili di odori sgradevoli). 

La “nobile rivoluzione” passa attraverso la costituzione di una commissione che valuterà l’attinenza al progetto dei vini denominati ‘Pieve’ con potere definitivo e inappellabile. Nessuna possibilità, quindi, di ricorso per un riesame in caso di bocciatura alle varie commissioni Docg. 

Il Vino Nobile di Montepulciano sarà Nobile, Nobile Riserva, Pievi. Le pievi sono: Cervognano, Caggiole, Gracciano, Le Grazie, Argiano, Valardegna, Cierliana, San Albino, Valiano, Badia, San Biagio e Ascianello.

Le degustazioni

Orizzontale 2019 

Tenuta di Gracciano della Seta, Vino Nobile di Montepulciano: vivace, profondo, si sentono i tratti definiti dalla componente limosa del terreno

Cantina del Giusto, Vino Nobile di Montepulciano San Claudio II°: intrigante, cremoso, pulito.

Poliziano, Vino Nobile di Montepulciano: deciso con la parte legnosa più evidente ed impattante.

Talosa, Vino Nobile di Montepulciano Alboreto, austero e preciso, un sorso moderno pur nel rispetto della tradizione classica, emozionante.

Bindella, Vino Nobile di Montepulciano: pieno, diretto, pulito.

Cabernet Sauvignon del mondo

Una degustazione alla cieca per comprendere la profondità e la personalità delle aree vocate alla produzione di grandi vini. La location per questo viaggio è molto particolare, la ghiacciaia medievale di Palazzo Maccaferri (ora I Portici Hotel), che ha attraversato secoli di storia ed è stata restaurata preservandone le originarie caratteristiche per accogliere su due livelli, separati da un pavimento trasparente molto suggestivo, la cantina e la sala del ristorante stellato interno.

‘Quasi orizzontale’ 2018 – 5 espressioni di Cabernet Sauvignon

Napa Valley, La Joie, esuberante, morbidissimo, vaniglia, piena maturità 90% C.S. 10% Merlot.

Toscana, Castello di Bossi, intrigante, elegante bella espressione di Sangiovese e Cabernet.

Sonoma, Quintessa 2019, all’inizio un po’ chiuso ma molto identitario in bocca, note di terra, da attendere ancora.

Argentina, Catena Zapata, da coltivazioni a 1200 slm, pulito e rarefatto come l’aria che si respira sulle Ande, un omaggio a Nicola Zapata, dove il Malbec e le sue peculiarità. La storia di Catena Zapata è la storia del vino argentino. Ha inizio nel 1902, quando Nicola Catena, emigrato dall’Italia in cerca di fortuna, pianta a Mendoza il suo primo vigneto Malbec.Ma questa è un’altra storia…

Médoc, Château Grand-Puy Ducasse, elegante, teso, pulito, poesia.

Nella penombra della ghiacciaia, senza connessione internet, mi sono sentita quasi come in un bozzolo e ho goduto di questo momento di “sospensione” dal resto del mondo, in bilico tra studio e piacere. Concentrata a mettere naso e bocca nei bicchieri e in attesa che le sinapsi accoppiassero le sensazioni gusto-olfattive alle nozioni, ai ricordi, ai sentori provati in degustazioni passate, il tempo è volato.

E’ probabilmente questa la Grande Bellezza!

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads

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