Contraste

Difficile raccontare 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐭𝐞, il regno di Matias Perdomo che, con Simon Press, Demis De Luca e Sara Cottifogli condivide una visione molto particolare.

Che 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐭𝐞 sia la parola chiave lo si capisce già dall’entrata, dove si mimetizza con discrezione, richiedendo al visitatore di suonare un campanello e di attraversare una tranquilla corte interna di un palazzo d’epoca del 1800, conferendo un senso di scoperta e riservatezza paragonabile a un’oasi nascosta. Una volta entrati, il contrasto esterno si sposa sorprendentemente con il design minimalista, moderno e colorato dell’interno. 

Gli ambienti, fluidi e comunicanti, sono suddivisi da tendaggi drappeggiati in velluto in colori accesi (verde acido, rosa, blu, grigio, arancio), che conferiscono un’atmosfera teatrale e intima. Anche il personale indossa una divisa che richiama il teatro. Forse a ricordare che qui vivrai un sogno fatto di gioco e di contrasti e che sarai parte di una “scena” che risveglierà la mente e il palato. Nulla è come sembra, così è se vi pare, sarà questa ambientazione teatrale che mi ricorda un po’ Pirandello, dove tutto è sorpresa.

L’ho scelto per una serata speciale, ricordando ancora con precisione la sua cipolla caramellata e il suo donut, assaggiati anni fa al Pont de Ferr, locale sui Navigli dove Mathias ha iniziato la sua carriera e dove, nel 2012, ha ottenuto la prima stella Michelin. Emozionante riassaggiare questi piatti  dopo anni di distanza e provare le stesse sensazioni!  

Sono due i percorsi possibili: il menu Riflesso, ideale per una prima volta (include anche alcuni cavalli di battaglia dello Chef) e il menu Riflessioni, con più portate del primo, i giovani lo chiamerebbero PRO.

All’atto della prenotazione ti vengono solo fatte due domande, fondamentali, ovvero: “Cosa ti piace mangiare?” e soprattutto: “Cosa non vuoi assolutamente?”. Il resto è magia; lo Chef Matias Perdomo crea un percorso personalizzato, che viaggia sulla corda dell’emozione e della memoria, ribaltando le aspettative a ogni portata, servita con una cadenza perfetta, un giusto ritmo.

Essendo il menù “al buio”, ho giocato alla cieca anche con gli abbinamenti di vino, lasciandomi guidare da chi sapeva meglio di me cosa avrei mangiato. Abbiamo iniziato a giocare con le emozioni nel vero senso della parola. Tanti piattini, ognuno con un significato scritto al di sotto e quindi leggibile solo a piatto vuoto.

  • Bacio – Rombo, litchis e pera 
  • Saluto – Mochi, gamberi e wasabi
  • Amicizia – Impasto croccante e marinara
  • Amore – Baccalà mantecato e polenta
  • Rabbia – Tartare di manzo e ‘nduja 
  • Gioco – Caponata di melanzane

  • Noodles di capesante, parmigiano e dashi
  • Azulejo di astice, santoreggia e finocchio
  • Cozze cacio e pepe
  • Risotto alla Milanese e ossobuco
  • Donut alla Bolognese
  • Shabu-shabu di coniglio arrosto
  • Vitello e midollo di banana
  • Bue alla brace e bresaola di bue
  • Cipolla rossa di Tropea e formaggio di capra
  • Diamante agrumi e vaniglia
  • Pepita cocco e cioccolato
  • Malachite mandorla e menta
  • Gelsomino, castagne e limone
  • Torta di rose 

In abbinamento: 

Contraste non è solo un ristorante ma un teatro di illusioni dove lo spettatore può applaudire in silenzio l’irriverente ingegno dello chef Matias Perdomo.

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads

Lascia un commento