Italia vs Francia finisce uno a zero

Non sono impazzita, lasciatemi spiegare. Ci troviamo nel comune di Sommacampagna, vicino al paese di Custoza, una zona ricca di testimonianze della coltura della vite che si deve probabilmente agli Etruschi e portata avanti poi da Veneti e Celti.

Quando i Romani arrivarono in questo territorio trovarono coltivazioni ben avviate e non fecero altro che portare avanti e incrementarne la produzione. Si resero conto che era una zona particolarmente vocata grazie a un clima mite dovuto alla posizione tra il Lago di Garda e le colline moreniche dai terreni argillosi e calcarei, alcuni sabbiosi.

Questo microclima favorevole, oggi lo sappiamo bene, regala ai vini prodotti, caratteristiche molto ricercate quali freschezza, leggera aromaticità, bevibilità e abbinabilità.

San Michelin

Torniamo al titolo: l’Azienda Gorgo mette in produzione un vino Custoza che viene chiamato “Bianco di Custoza del Podere di San Michelin” anche come atto di devozione a San Michele la cui immagine è conservata appunto in una piccola cappelletta vicino a un antico vigneto. Una precisazione: in dialetto veneto San Michele viene chiamato confidenzialmente Michelin.

Azienda Gorgo 1 – Michelin 0

Succede che, a un bel momento, scoppia una bomba a colpi di carte bollate, cause e ricorsi (durati anni) perché il famoso omonimo colosso francese, produttore di penumatici di cui molti certamente ricordano la mascotte, rivendica l’assoluto diritto di utilizzo di questo nome senza considerare che non esiste alcun problema di concorrenza ed eventuale confusione di marchio.

Così Roberto Bricolo, titolare dell’azienda Gorgo, dopo ben 10 anni di battaglie legali, vince la causa. Il Custoza può quindi mantenere questo nome, che infatti conserva ancora oggi. Ammiro quest’uomo per aver “tenuto duro” e per aver combattuto per una causa in cui credeva. Mi auguro che stia ancora festeggiando di gusto per come si è conclusa la faccenda… ovviamente non a champagne!

La visita

Se capitate in zona, la visita all’azienda è doverosa. Gli ambienti sono accoglienti e caldi e sembra di stare in un salotto di casa; merito anche di un recente intervento architettonico di ampliamento e ristrutturazione, dedicato sia alla cantina di vinificazione sia agli edifici riservati all’accoglienza degli ospiti.

La degustazione è stata condotta con simpatia e competenza da Susy che ci ha spiegato che l’azienda è nata nel 1975 per volontà di Roberto e di sua moglie Alberta, i quali hanno deciso di rinunciare completamente alle attività delle rispettive famiglie per inseguire insieme il sogno di far nascere un’azienda vinicola, investendo così anima e corpo in questa avventura.

Sono infatti loro tra i primi che negli anni ’80 e precorrendo i tempi curano, parallelamente alla vigna, anche l’aspetto che oggi chiamiamo enoturismo: accolgono in cantina ospiti, dando loro modo di incontrare personalmente chi lavora attivamente in azienda e attraverso la visita e la degustazione, facendo così conoscere la loro visione di viticoltori.

Ora Gorgo è guidata con determinazione e passione dalla figlia Roberta che, dopo aver completato gli studi classici a Verona e aver intrapreso una carriera da avvocato, ha deciso è la cantina ad essere il suo mondo.

Sostenibilità

Roberta non si è limitata solo a prendere in mano le redini dell’azienda e a proseguire quanto creato dai suoi genitori, ma ha fatto un ulteriore passo avanti, convinta che il vigneto debba essere in equilibrio con l’ambiente che lo circonda. Ha infatti investito in nuove tecnologie, convertendo a bio a partire dal 2014 tutti i vigneti dell’Azienda (53 ettari certificati), la cui prima annata risale al 2018.

17 le etichette prodotte e 3 le linee, tutte biologiche (Classica – con cui si vogliono mettere in risalto i vitigni autoctoni –  Superiore e Spumanti).

Ho particolarmente apprezzato l’attenzione alla sostenibilità, testimoniata anche dall”utilizzo di bottiglie leggere e il fatto che il cuore dell’attività sia tutto al femminile.

 

La degustazione

Con Susy abbiamo assaggiato le bottiglie che vedete nella foto e cioè:

  • CUSTOZA D.O.C. Perlato – Spumante Brut Garganega (Cortese, Trebbiano Toscano, Durello) linea classica
  • CUSTOZA D.O.C. Garganega (Bianca Ferranda, Trebbiano Toscano) linea classica
  • CUSTOZA SUPERIORE D.O.C Summa (Garganega, Bianca Ferranda, altri) un Custoza ottenuto con uve raccolte in surmaturazione linea Superiore

Non poteva ovviamente mancare il famoso

  • CUSTOZA D.O.C. San Michelin (Garganega, Cortese, Trebbiano) linea Superiore

per proseguire poi con

  • CHIARETTO DI BARDOLINO D.O.C. (Corvina, Rondinella, Molinara) linea classica
  • BARDOLINO D.O.C. (Corvina, Rondinella, Molinara) linea classica

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads

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