In una splendida location medioevale ad Arceto (tra Reggio Emilia e Modena) si trova D’AmatOsteria. Qui Gianni D’Amato, originario di Aulla in provincia di Massa-Carrara, e sua moglie Fulvia, originaria di Reggio, sono tornati recentemente per aprire questo locale insieme al figlio Federico. Luogo curato ma senza ‘fronzoli’, da d’Amato l’arte e la raffinatezza sono decisamente di casa.
La loro storia parte da molto lontano e li porta ad avere un curriculum ricco di esperienze. Coppia nella vita e nel lavoro, sono insieme fin dagli inizi, quando insieme inaugurano il ristorante Il Rigoletto ad Aulla nel 1988, che trasferiranno in seguito a Reggiolo in una villa settecentesca, conquistando nel 1998 la prima stella Michelin (raddoppiata nel giro di due anni).
Tanti i riconoscimenti negli anni: Il “Sole” di Gino Veronelli nel 2004, il premio Pasticceria dell’Anno della Guida Espresso nel 2005, l’entrata nel circuito Relais & Chateaux (Grand Chef), la presenza nella Guida delle Soste e la nomina tra i “Magnifici del Presidente” dall’Accademia Italiana della Cucina nel 2007. Nel 2012, però, il tremendo terremoto che colpisce l’Emilia Romagna distrugge il loro ristorante. Senza perdersi d’animo, nel 2013 danno vita al Caffè Arti e Mestieri nel cuore di Reggio Emilia, ora chiuso dopo otto lunghi anni di attività. La coppia torna quindi in Liguria dove, a Tellaro, rileva l’ex storica Locanda Miranda. Per fortuna, però, adesso sono molto più vicini!

Il menu di D’AmatOsteria
Abbiamo scelto il menù degustazione anche se, complice la “liguritudine”, sono presenti tante proposte di mare.



I CLASSICI DI FAMIGLIA “OGGI”
- Pappa al pomodoro con peperone crusco e cialda al parmigiano
- Calamaro alla brace, catalogna, ricci di mare e limone, da noi sostituiti (per dovere di cronaca) con
- l’Erbazzone contemporaneo
- Tagliatella 40 tuorli al ragù di tre carni
- Manzo al vermouth rosso con nespola alla brace e morbido di patate
- Gelato di crema antica con balsamico tradizionale

In abbinamento, un vino particolare che non avevo mai assaggiato e che ci ha consigliato Fulvia, ovvero Vareij di Hilberg Pasquero. Brachetto e Barbera, solo acciaio, al naso è un’esplosione di fiori, soprattutto rosa e viola, oltre al fruttato della fragola. In bocca ha una sua finezza ma con un bel corpo, grazie alla barbera. Un matrimonio d’amore con le tagliatelle al ragù.
Sul menù campeggiano queste parole:
“Passione e tradizione. Radici nel territorio.
Un pizzico di follia, tecnica raffinata e dedizione assoluta.
Prodotti scelti con cura, armonia dei sapori, sensibilità e gusto.
Questi sono gli ingredienti che rendono unico il nostro menu.”
What else?

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads


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