Novità in lattina a Perla del Garda
E’ proprio vero che quando non si ha la possibilità di avere si ha la possibilità di creare. Giovanna Prandini racconta che l’idea del vino in lattina è nata nel periodo del Covid, quando l’approvvigionamento del vetro era difficile. Dopo aver studiato tre due alternative, il PET e la lattina, è stata scelta la seconda, da utilizzare però per un vino di qualità. In occasioni di svago e relax come lo sport, la spiaggia o la piscina, il vetro può avere delle criticità – la lattina si può invece portare con sé comodamente. Un contenitore agile e leggero per un prodotto, in questo caso, non industriale ma realizzato da un’azienda agricola.
La volontà è stata anche, e soprattutto, quella di parlare a un pubblico giovane utilizzando un linguaggio diverso, meno istituzionale e meno tecnico, rispetto al linguaggio che solitamente viene usato con i clienti e gli addetti ai lavori. “Da qui è nato il desiderio di fare questo tipo di percorso. E ci ha abbiamo impiegato molto tempo; sia per effettuare le prove sul vino da utilizzare sia dal punto di vista della scelta del contenitore corretto per una ottimale conservazione del prodotto. Ma siamo molto contenti del risultato” afferma Giovanna Prandini. “Il mercato è tutto da costruire e, in termini di prospettiva, questo per me è un modo di diversificare il mio prodotto. Non vuole essere un gesto irriverente nei confronti della cultura enologica ma piuttosto un tentativo di dialogo con la generazione Z e i Millennials che non sono, ad oggi, degli appassionati di vino.”

Ape’n Down
Bella e lodevole l’iniziativa di VeronaFiere di affidare la gestione del bar dell’area stampa a Ape’n Down. Formalizzata il 4 novembre 2024, questa impresa sociale muove i suoi primi passi già nel Novembre 2023, quando gestisce il primo stand operativo durante l’evento “Fiera Cavalli”. Seguono poi altre collaborazioni, fino ad approdare alla gestione del bar della sala stampa di Vinitaly 2024, considerato l’evento più importante per il progetto data la rilevanza mediatica che questo ha conseguentemente ricevuto.
I giovani sono seguiti da educatori professionali, volontari e psicologi ed hanno modo di sperimentarsi nei diversi aspetti legati al lavoro. L’obiettivo principale di Ape’n Down è di offrire una ‘palestra’ in cui le persone con disabilità possano apprendere un’attività lavorativa e di fare da ponte nel difficile percorso dell’inserimento lavorativo integrato. Collateralmente, Ape’n Down vuole offrire percorsi di sensibilizzazione sociale, in strutture pubbliche e private (come ad esempio le scuole) così da abbattere i pregiudizi e le barriere che ancora oggi lastricano le vie del sociale.
Grazie ad Andrea, Anna, Gaia, Diego, Timothy, Luca, Stefano, Arianna, Alessandra, Jacopo, Alberto, Giulia, Francesca ed Emanuele, che hanno lavorato sodo durante tutte le giornate di Vinitaly 2025.

Francesca Pagnoncelli Folcieri, un prestigioso premio alla qualità
E’ emozionante vedere sul palco una stimata amica, scelta tra tanti dalla Regione Lombardia per ricevere il premio Angelo Betti – Benemeriti della vitivinicoltura 2025 . “Quando sono stata avvisata della vincita del premio” racconta Francesca “sono stata colta di sorpresa, ma sono anche stata ben contenta di salire su quel palco, anche solo per avere un momento in più in cui si potesse parlare del Moscato di Scanzo, davanti ad un certo tipo di pubblico“.
Evidentemente la scelta di Alessandro Beduschi, Assessore all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste è caduta sulla sua azienda per sottolineare che anche le più piccole realtà, se producono eccellenza, meritano grandi riconoscimenti. Ho visitato personalmente questo territorio e ho toccato con mano (e palato) la qualità e l’unicità di un prodotto che ogni anno rappresenta una sfida per una viticoltura eroica fatta di passione, fatica e impegno e che mantiene viva una produzione unica al mondo.
Il Moscato di Scanzo DOCG è un piccolo gioiello enologico: un vino passito rosso, prodotto esclusivamente da uve Moscato di Scanzo, vitigno autoctono coltivato solo sulle colline di Scanzorosciate, in provincia di Bergamo. La sua zona di produzione, di appena 31 ettari, lo rende la denominazione più piccola d’Italia. Nonostante (o forse grazie a) la sua limitata estensione, il Moscato di Scanzo si distingue per qualità e carattere: profumi intensi di rosa appassita, marasca, spezie dolci e piccoli frutti rossi, un gusto elegante e vellutato e una persistenza aromatica che lo rendono unico.

Unico e raro (lo slogan che preferisco!), è un vino da invecchiamento e da investimento. Elegante e regale, è solitario ma allo stesso tempo ti sorprende nel gioco degli abbinamenti. “Ovviamente, essendo anche stata appena rieletta Presidente del Consorzio del Moscato di Scanzo,” prosegue Francesca “questo premio mi dà carica ed energia in più per andare avanti in questo progetto in cui credo tantissimo. Date le dimensioni ridottissime della nostra produzione, non puntiamo a essere appetibili per la GDO o i grandi mercati, ma vogliamo suscitare l’interesse e la curiosità dei veri intenditori e ricercatori di qualità assoluta, qualità che dobbiamo privilegiare e preservare anche per essere di esempio per altre realtà simili“.
“Siamo molto grati a Francesca Pagnoncelli per la passione nei confronti del mondo del vino e per il costante impegno nella promozione del Moscato di Scanzo, la DOCG più piccola d’Italia, che ci offre un passito unico al mondo, nato da uno storico vitigno rosso autoctono. Grazie anche alla sua dedizione, espressa sia nell’attività della cantina di famiglia sia nell’animazione del Consorzio di Tutela, oggi questo vino raro e prezioso continua la sua storia come orgoglioso ambasciatore dell’enologia bergamasca e lombarda”, ha dichiarato Alessandro Beduschi.

Lugana e la Secret Tasting Room
Tra le idee più originali, il Consorzio Lugana ha conquistato il pubblico offrendo un’esperienza immersiva e interattiva. Da una stanza e rigorosamente con un calice in mano, ho potuto chiacchierare con una ragazza molto preparata in collegamento diretto da Sirmione. Un modo coinvolgente per conoscere e approfondire la DOC e il suo territorio.

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads


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