MEC, l’armonia dei contrasti

Prendete un palazzo del tardo Cinquecento nel centro storico di Palermo, riempitelo con una delle più importanti collezioni al mondo dei prodotti Apple e “condite” il tutto con i piatti di uno chef che reinventa la sicilianità in uno stile contemporaneo. Vi troverete a MEC, acronimo di Meet Eat Connect. Un luogo che mette in connessione mondi lontani, apparentemente diversi, quasi opposti e irraggiungibili: storia, tecnologia e alta ristorazione.

Ma andiamo con ordine. L’Architetto Giuseppe Forello è un collezionista di computer e apparecchiature informatiche che raccontano la storia di Apple. La sua collezione è considerata la più completa al mondo. Quattromila pezzi originali, a partire dal primo, mitico, Apple One (di 27 esemplari esistenti, Forello ne custodisce ben due). L’Architetto decide che Palazzo Castrone è la sede adatta per accogliere la sua preziosa collezione. Così, dopo un attento e rigoroso restauro, il piano nobile diventa sede del Museo MEC. Le 8 sale ospitano pezzi preziosi che vanno dai prototipi alle macchine tecnologiche più avanzate mai concepite dal colosso americano dell’informatica. 

La genialità, qui, è introdurre in questo scenario già ricco uno spazio ristorativo d’eccellenza. Per questo viene chiamato nel 2020, Carmelo Trentacosti. Nato in Germania da una coppia di emigrati e rientrato da bambino sull’Isola, già a 12 anni cucinava con la nonna e lo zio, cuoco alla mensa dell’Enel. Una passione che lo porta a frequentare l’Istituto Alberghiero Paolo Borsellino, trampolino per successive esperienze di prestigio fra cui l’Excelsior di Venezia, il Grand Hotel di Cortina e il Mulinazzo di Nino Graziano, di cui è stato braccio destro. Entrato nella Nazionale Italiana Cuochi, partecipa a concorsi internazionali, anche come pasticciere; rientra a Palermo e, dal 2012 al 2019, lavora come Executive Chef nella prestigiosa Villa Igiea. 

Carmelo realizza piatti contemporanei che tuttavia mantengono forti legami con la variegata cultura mediterranea e ne richiamano i colori, gli aromi, i sapori e le tradizioni.

Abbiamo scelto il menù C O N T A M I N A Z I O N I 

Come la Madeleine di Marcel Proust” – Selezione di panificati artigianali ed evocativi

La pagnotta a lievito madre, i grissini alla cipolla marinata, il cornetto allo sfincione con l’olio. Il burro è all’acciuga ma servito a forma della famosa piccola mela morsicata a ricordare la connessione con l’universo informatico che ci circonda. 

Seppia in Fiore – Seppia, cuore di gambero, bisque di crostacei e sale di Petralia

Oltre Oceano – Capasanta, spuma di patate al limone, ostrica e olio verde

AgrumetoRiso Carnaroli Gallo Extra agli agrumi, crema di porri alla brace, erba cipollina e limone nero

All’AmoFiletto di branzino pescato all’amo, panache di verdure tornite al burro e salsa alla mugnaia

Non amando l’agnello, ho scelto questo in sostituzione de ‘l’Apparenza Inganna’ – Finta costoletta di agnello croccante, gyoza di vegetali autunnali in brodo di funghi selvatici, semolino gratinato e coratella

Pre-Dessert

“Zuccotto”Semifreddo meringato alla ricotta, chutney di caco-mela e gelato al frutto della passione

Coccole Finali

Ciò che è opposto si concilia, dalle cose in contrasto nasce l’armonia più bella, e tutto si genera per via di contesa – Eraclito

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads

 

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