Un gradito invito, quello ricevuto da Fiorotto per una serata di festeggiamenti in occasione della ricorrenza dei 90 anni dell’azienda, il 14 giugno 2024. Perché, se da una parte è bello raccontare le nuove realtà vinicole, dall’altra è altrettanto emozionante celebrare quelle che storicamente sono presenti da anni sul territorio, custodendolo. Musica, luci e un’atmosfera festosa hanno fatto da cornice alla serata durante la quale abbiamo avuto la possibilità di passeggiare sotto la bellussera, illuminata scenograficamente.
Ed è proprio la bellussera la protagonista della serata, perché è dalle uve Glera raccolte a mano da antichi vigneti di famiglia mantenuti a bellussera che è vinificato Vittorio Il Fondatore, metodo ancestrale con rifermentazione in bottiglia da 6 a 12 mesi, con bollicine fini e piacevolmente persistenti e cremose. Il colore è un brillante giallo paglierino con riflessi verdi e l’aroma complesso ed in continua evoluzione, questo dato dall’affinamento sui lieviti. I sentori di frutta agrumata, crosta di pane e lievito sono i più rappresentativi, mentre il gusto è estremamente secco. Allo stesso tempo, la maturazione sui lieviti conferisce una morbidezza e rotondità sorprendenti, in equilibrio, con eleganti note acide che conferiscono decisa freschezza.

LA BELLUSSERA
La bellussera è un antico sistema di coltivazione della vite, detto anche ‘a raggi’ e diffuso principalmente in Veneto, che fu inventato dai fratelli Bellussi di Tezze di Piave (Treviso) alla fine dell’800 per combattere il flagello della peronospora.
La bellussera prevede un sesto di impianto ampio, dove pali in legno di circa 4 metri di altezza sono collegati tra di loro da fili di ferro disposti a raggi. Ogni palo sostiene 4 viti, alzate circa 2,5 metri da terra, mentre da ciascuna di esse si formano dei cordoni permanenti che vengono fatti sviluppare inclinati, verso l’alto e in diagonale rispetto all’interfilare, formando una raggiera. Nel tempo, chi ha mantenuto questo tipo di impianto ha conservato un importante patrimonio storico, a testimonianza e memoria dell’identità e della tipicità di questo territorio.


CHI E’ VITTORIO
Vittorio Fiorotto arrivò a Nervesa Della Battaglia negli anni ‘30 con moglie e figli per dare vita all’attività; una decina di capi di bestiame, qualche filare di vigneto, campi di cereali e a prato furono il suo investimento iniziale. Da allora, la stessa passione ed intraprendenza sono state tramandate di padre in figlio fino ad arrivare all’odierna quarta generazione (in realtà quinta, data la nuova nascita di Giacomo lo scorso 31 maggio). Dal 2017, la gestione aziendale è passata ai fratelli Daniele, Marina e Stefano. Tra le varie proprietà e i numerosi terreni, attualmente il complesso aziendale si estende su 120 ettari, di cui circa 20 dedicati soltanto al vigneto, 3 a bosco e il rimanente coltivato a prati e cereali per alimentare i 180 capi di bestiame presenti in allevamento.

LA FELICITA’
Ho conosciuto Daniele Fiorotto qualche anno fa. Giovane, dinamico e appassionato, nato in quel di Nervesa della Battaglia, città che ha dato vita al celebre Galateo scritto nel ‘500 da Giovanni della Casa. Daniele è non a caso un ragazzo posato che ama la bellezza e l’eleganza. Una delle sue frasi preferite è quella recitata da Valeria Bruni Tedeschi nel film La Pazza Gioia di Paolo Virzì:
“Ma dove si trova la felicità?
Nei posti belli,
nelle tovaglie di fiandra,
nei vini buoni,
nelle persone gentili.”
Daniele ha interpretato seriamente quest’affermazione, e questi elementi ce li ha regalati tutti quando, in occasione del 90° anniversario, ha presentato ai più di 300 invitati il nuovo Caveau del Gusto, spazio di 150 metri quadrati pensato per accogliere i clienti e coccolarli con i prodotti dell’azienda. Oltre ai vini, infatti, Fiorotto1934 produce formaggi e miele biologici.

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads


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