Quando è arrivato l’invito per la settima edizione dell’evento annuale delle cantine di Modigliana, ho accettato con entusiasmo! Modigliana è uno dei tanti esempi dell’Italia che piace a me, di cui poco si parla (ancora) ma che sicuramente emergerà. L’evento si è svolto per gli operatori l’11 settembre 2023.
Lasciando l’autostrada, dopo aver attraversato colline verdi e coltivate, ci si trova in mezzo ad altre più alte e sfumate di bianco che riflettono la luce del sole. Questo territorio origina dal massiccio marnoso arenaceo dell’Appennino, dove in superficie troviamo una sabbia quasi bianca prodotta dal disfacimento delle rocce e che contiene inserti simili al galestro. Al livello delle radici troviamo invece la matrice marnosa, che la pianta deve rompere con le radici per arrivare a trovare l’acqua e le sostanze minerali disciolte in essa. Viti resistenti, orgogliose e volitive come gli abitanti di questa terra. Il risultato nel calice premia tutti gli sforzi!
Per darvi un’indicazione geografica, Modigliana si trova a venti chilometri da Faenza, nell’entroterra, anche se la Provincia è quella di Forli-Cesena. Fu un castrum romano dove già si coltivavano ulivi e viti. Una terra di confine, che i Medici dominarono per cinque secoli, composta da tre vallate: Ibola, la più ripida e fredda, Acerreta, con pendii più dolci e Tramazzo, un mix delle due precedenti. Ognuna possiede un proprio distinto microclima e specifiche esposizioni dei vigneti. Qui c’è un’immensa ricchezza di diversità, racchiusa in un piccolo fazzoletto di terra costellato da fittissime aree boschive.

Malgrado l’alluvione della primavera 2023 abbia colpito duramente la zona, i produttori (Casetta dei Frati, Fondo San Giuseppe, Lu.Va., Menta e Rosmarino, Mutiliana, Pian di Stantino, Il Pratello, Il Teatro, Torre San Martino, Villa Papiano), riuniti sotto l’Associazione Stella dell’Appennino (qui la loro pagina Facebook), sono presenti con l’entusiasmo di sempre per presentare al pubblico di settore le Vendemmie Modigliana Rosso e Bianco DOC 2022 e le Riserve.
Questa terra è conosciuta soprattutto per il Sangiovese, che assume in queste terre caratteristiche specifiche di speziatura ed eleganza, oltre a tannini di grande finezza. Con grande orgoglio, però, quest’anno l’attenzione è stata posta sui bianchi che, dopo un decennio di lavoro dell’Associazione e grazie alla recente modifica del disciplinare della DOC Romagna, hanno ottenuto la DOC Romagna Bianco Modigliana a partire dal 1° settembre. Occasione da celebrare! Per il momento, il disciplinare per la produzione di Romagna Bianco Modigliana prevede un blend di Trebbiano (minimo 60%) e il restante Chardonnay e Sauvignon bianco, da soli o congiuntamente. Si sta però lavorando per avere la sottozona Modigliana anche per la base Albana, oggi esclusa dal disciplinare, e per le varietà monovarietali come Chardonnay e Sauvignon. Pur non essendo questi vitigni autoctoni, lo sono praticamente diventati nel corso del tempo, vista la loro presenza storica in zona.

Il fermento da queste parti c’è e si nota: da segnalare la nascita della nuova associazione di viticoltori “Brisighella Anima dei 3 Colli”, presieduta da Cesare Gallegati. Il nome dell’associazione deriva da “anima, inteso come comunità, come capitale umano che oggi insiste su Brisighella, un gruppo di persone che ha capito che da soli non si va da nessuna parte, e dai tre colli visti come i tre areali di Brisighella, le zone alte (marnose-arenacee), i gessi e i terreni calcarei“.
Da queste parti regina indiscussa è l’Albana, presente solo qui e vitigno identitario che sta vivendo una nuova rinascita. Speriamo non sia solo una moda!
Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads


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