Tenuta Cocci Grifoni – Piccole donne crescono… e producono

E’ bello vedere giovanissime donne così appassionate e attente alla sostenibilità. La mia visita in cantina inizia con l’incontro con Marta, laureata in Economia Ambientale, e Chiara, biologa molecolare laureanda in Enologia. Mi rendo immediatamente conto di avere di fronte due ragazze che a dispetto dei soliti luoghi comuni sui giovani hanno le idee chiarissime sul futuro aziendale. La stoffa ce l’hanno, ed è scritta nel DNA – la mamma Marilena, Direttore Generale della Tenuta Cocci Grifoni, è stata una delle prime (e all’epoca avversate) donne imprenditrici della zona.  

Mi trovo a San Savino di Ripatransone, precisamente in Contrada Messieri, nel suggestivo entroterra di Ascoli Piceno. Lungo la strada la vista è spettacolare. Sarà che ha appena piovuto e che la luce si riflette sulle dolci colline, sui bianchi calanchi, sui vigneti, i boschi e gli uliveti, ma ciò che vedo mi riporta alla mente le poesie di Giacomo Leopardi. L’Azienda ha una superficie di 100 ettari, dei quali il 60% è coltivato a vigneto in conversione bio (dal prossimo anno), l’8% a oliveto e il 2% a cereali. Il 30% restante, occupato da boschi, è tutelato per preservare la biodiversità e favorire il ripopolamento e la riproduzione di flora e fauna selvatiche.

Guido Cocci Grifoni, un precursore

La Tenuta Cocci Grifoni deve la sua origine al nonno Guido, il quale iniziò negli anni ’60 la produzione, rimanendo ‘69 al 2009 un “rossista”, come usava da queste parti. Il Piceno era infatti conosciuto esclusivamente per i suoi vini rossi, di grande struttura. Ma Guido era un sognatore e un visionario e voleva creare un altrettanto grande vino bianco piceno. Fu così che, dopo incessanti ricerche, scoprì nel 1982 l’esistenza di un vitigno antico chiamato Pecorino. Inarrestabile e motivatissimo, trovò le viti originali in una vigna semi abbandonata vicino ad Ascoli Piceno. Innestò quindi alcune piante nei suoi terreni e cominciò a condividere conoscenze e vitigni con gli altri agricoltori della zona arrivando, dopo varie sperimentazioni, alla conclusione che i terreni preferiti da questo uvaggio sono collinari e freschi. Tra i primi, negli anni ’90, a spumantizzare la Passerina, Guido è stato un vero e proprio precursore di questa pratica.

 

Visitiamo la cantina e si unisce a noi un’altra formidabile donna, Valeria Cesari (Master Sommelier Alma Wine Academy). Scopriamo che l’azienda è dotata di impianto geotermico, che c’è una grande attenzione al cambiamento climatico e che da sei anni sono stati fatti importanti investimenti sui vitigni resistenti. I risultati si vedranno in un paio d’anni da ora. Ovunque regna ordine e rigore. Niente, ma proprio niente, è lasciato al caso.

Trovo bellissima la frase riportata nel sito aziendale, che recita: “Appartenenza, audacia, generosità e perseveranza sono i valori tramandati per via materna dai quali abbiamo assorbito nutrimento. In un calice di vino della nostra cantina troviamo sapori autentici, storie di audacia e bellezza. Storie di coraggio”. Chiarissimo, direi.

Non solo cantina – Relais Cocci Grifoni

Sulla strada del ritorno osservo ancora il panorama e mi diventa forse più comprensibile il significato dell’ “Infinito” leopardiano, mentre sono grata di aver conosciuto questa realtà, fatta di poche parole e di molti fatti. L’apertura del Panoramic Wine Resort, una casa colonica elegantemente ristrutturata e posizionata vicino al “quartier generale”, completa la visione a trecentosessanta gradi della filosofia aziendale. E’ possibile scegliere tra varie tipologie di camere e farsi coccolare dallo chef presente in struttura, ovviamente abbinando i vini dell’azienda. Tornerò presto da queste parti, ma per fermarmi decisamente più a lungo.

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads

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