Kintsukuroi e l’arte della positività

Kinstukuroi – Siamo tutti pezzi unici 

Ho un amore per il Kintsukuroi. Letteralmente, dal Giapponese, significa “riparare con l’oro”. Nella cultura occidentale solitamente quando si rompe un oggetto il nostro primo impulso è quello di disfarcene. L’arte del Kintsukuroi ci insegna invece a cambiare il nostro punto di vista, ossia accettare le spaccature e addirittura esaltarle, senza buttare via niente.

Il messaggio è chiaro, e chiara è la sua  metafora di vita. Primo, non dobbiamo buttare ciò che si rompe, può essere ancora bello, anche più di prima. Secondo, la rottura non rappresenta la fine. I segni delle rotture-ferite diventano abbellimenti che rendono ciò che si è rotto speciale e indistinguibile, quasi da mettere in mostra – non a caso il materiale utilizzato è l’oro.

Kintsukuroi, metafora della vita

La filosofia del Kintsukuroi, chiamato anche Kintsugi in Giapponese, ci ricorda che siamo tutti pezzi unici e irripetibili (e così le nostre vite) e che anche quando ci rompiamo lo facciamo in modo diverso e unico. In questo sta la bellezza e il fascino della diversità. Eventi traumatici, fallimenti, perdite, malattie, amore finiti, mettono a nudo la nostra solitudine, ma è proprio da noi stessi che possiamo ripartire, “aggiustandoci” e inventando un nuovo equilibrio e modo di essere. Vale sempre la pena di ricominciare, riparando le nostre ferite interiori con l’amore e la comprensione, accogliendo le nostre debolezze e le nostre fratture emotive per diventare più forti e più sani di prima.

Diamo spesso se non sempre una seconda opportunità alle persone. A maggior ragione, diamone una seconda, una terza, e una quarta a noi stessi. Decidendo di riprendere in mano la nostra vita nonostante i dolori che ci hanno piegati ci facciamo un regalo immenso, la stima di noi stessi.

Una curiosità. Seletti, che dal 1964 punta su progetti di design e sull’eccellenza creativa caratteristica italiana, si è ispirato a questa filosofia con risultati a mio avviso bellissimi. Gli oggetti, così come le persone, possono avere una seconda vita, e forse anche una terza.

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads

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