13 labirinti in Italia tra storia, natura e suggestione

Mi hanno sempre affascinato i labirinti. Il labirinto fa parte della nostra cultura da millenni, basti pensare alla leggendaria storia di Cnosso, sull’isola di Creta. Dal I° secolo A.C., Apollodoro ci descrive l’avventura di Teseo che riesce a uccidere il terribile mostro metà uomo e metà toro nascosto al centro del dedalo di Cnosso e a trovare la via di uscita grazie alla complicità di Arianna e del famoso ‘filo’ da lei donato a Teseo prima del suo ingresso nel labirinto.

Labirinti nelle culture del mondo

Ho trovato molto interessante che in tutte le culture esista il labirinto con diversi significati. In Grecia, il labirinto è una prigione da cui non si può fuggire e nell’Eneide nasconde infatti l’entrata del regno dei morti. Gli antichi Egizi lo utilizzavano invece per rappresentare la struttura dell’Universo, mentre i nativi Americani lo considerano il passaggio da cui entrano ed escono i loro antenati. In alcune regioni africane il labirinto è un gioco, quando in Cina ha una valenza militare e strategica, di difesa. Nella cultura cinese, infatti, il drago del male cammina solo dritto e non a caso le strade di accesso alle abitazioni sono curve. 

Per il Buddhismo, il labirinto rappresentato all’interno dell’immagine del ‘mandala’, rappresenta il processo mediante cui il cosmo si è formato a partire dal suo centro; una metafora di crescita e di viaggio interiore. Avvicinandoci alle culture occidentali, per la Massoneria il dedalo di percorsi di un labirinto è immagine della ricerca interiore. Esso simboleggia l’incessante ricerca della verità, la quale prevede un cammino lungo, difficoltoso e generalmente solitario. 

13 labirinti in Italia

In Italia, per alcuni forse sorprendentemente, esistono numerosi labirinti. Ecco un elenco di dodici possibili destinazioni con il labirinto come denominatore comune. Un po’ una scusa, anche, per conoscere nuovi luoghi o rivisitarne altri conosciuti sotto una luce diversa.

Villa Barbarigo a Valsanzibio (PD)

Ho già avuto modo di raccontare questo luogo sconosciuto ai più, ma bellissimo, in provincia di Padova. Il labirinto è situato nel giardino seicentesco di Villa Barbarigo a Valsanzibio ed è composto da oltre 6.000 piante di bosso, alcune risalenti alla seconda metà del Seicento! Si sviluppa attraverso un percorso intricato di quasi un chilometro e mezzo ed è uno dei più grandi realizzati in quell’epoca. Questo labirinto fu creato per rappresentare il difficile cammino spirituale che l’uomo deve percorrere per arrivare alla purificazione ed è situato in un bellissimo parco che conta numerose specie di alberi e piante provenienti via mare da continenti all’epoca lontani.

Labirinto Borges, Isola San Giorgio (VE)

A Venezia sarete sicuramente stati, ma non credo che avrete visto questo labirinto, che si trova all’interno della Fondazione Giorgio Cini. E’ un centro d’arte e di cultura, istituito nel 1951 dal conte Vittorio Cini in memoria del figlio Giorgio, morto a soli trent’anni in un incidente aereo.

Il labirinto è formato da più di 3.000 piante di bosso, pianta tipica del giardino all’Italiana, che riproducono il nome dello scrittore Jorge Luis Borges, come fosse scritto sulle pagine di un grande libro. Veramente impressionante. Un omaggio all’autore che ha fatto del simbolo del labirinto una costante dei suoi lavori letterari . Un particolare che apprezzo molto è la presenza al suo interno di un corrimano per guidare le persone non vedenti.

Labirinto del Castello di Donnafugata (RG)

Questo particolare labirinto, in provincia di Ragusa, è stato realizzato in pietra bianca, seguendo la tecnica dei muretti a secco tipica della zona. Si distingue anche per la sua forma trapezoidale, che riprende quella del dedalo inglese di Hampton Court. Sorvegliato da un soldato in pietra, un tempo i muretti erano ricoperti di siepi e rose rampicanti, per impedire ai passanti di sbirciare o saltare i corridoi. Una curiosità è che questo labirinto è stato il set del film “Il racconto dei racconti”, realizzato nel 2015 da Matteo Garrone.

Labirinto di Villa Garzoni, Collodi (PT) 

Questo labirinto si trova nella settecentesca Villa Garzoni a Collodi, in provincia di Pistoia, disegnata da Romano Garzoni, architetto dilettante appassionato di botanica come molti gentiluomini lucchesi del Seicento. Purtroppo, è il solo labirinto ad essere sopravvissuto nelle ville della zona. Piccolo e raccolto, presenta numerosi bivi, vicoli ciechi e false piste in cui è molto facile perdersi. La leggenda vuole che attraversarlo assicuri un matrimonio lungo e felice; per questo molte coppie di fidanzati affrontano il percorso prima del grande giorno. Anche qui una curiosità. Carlo Lorenzini, autore de “Le avventure di Pinocchio”, trascorse buona parte della sua infanzia in questa residenza, dato che suo padre ci lavorò come giardiniere. 

Labirinto della Masone, Fontanellato (PR)

Composto di canne di bambù ed esteso su una superficie di otto ettari, questo luogo molto particolare vanta tre chilometri di percorso totale all’interno di gallerie vegetali alte cinque metri ed è il più grande labirinto del mondo. Ideato dal geniale Franco Maria Ricci, editore e artista grafico, il complesso ospita anche la collezione d’arte omonima e una biblioteca dedicata a opere grafiche e tipografiche. Già che siete qui, potete visitare anche il Castello di Fontanellato, eccellente esempio di questo genere architettonico e con tanto di fossato ancora in uso.

 

Scarabocchio di Dio, Castello di San Pelagio (PD)

Questo labirinto dal nome alquanto peculiare rievoca il mito del Minotauro. Vuole rifarsi al tempo stesso alla mitologia greca e ai labirinti delle ville venete, che un tempo rappresentavano un puro svago per i loro frequentatori. Durante il percorso si incontra Arianna su di un’altalena, mentre al centro incombe il terribile Minotauro. Tutto il giardino è veramente bellissimo e vi consiglio, se potete, di visitarlo durante il mese di Maggio, periodo di fioritura delle centinaia di rose presenti al suo interno.

Giardino Giusti, Verona

Sicuramente sarete anche stati a Verona, ma con tutto quello che c’è da vedere è possibile, anzi probabile, che non avrete visitato questo parco verde. Uno dei più begli esempi di giardino all’italiana, è stato creato alla fine del 1400, ridisegnato da Agostino Giusti nel 1570 e mantenuto intatto fino ad oggi. Il piccolo labirinto in siepi di bosso è collocato lungo un maestoso viale di cipressi e puntellato di fontane, statue, grotte acustiche e un magnifico belvedere. Il labirinto è abbastanza piccolo, ma il giardino vale il viaggio. Verona, poi, è sempre bellissima!

Il labirinto cantato da D’Annunzio, a Villa Pisani (Strà – VE)

“Non si scorgeva di là dal cancello se non il principio di un tramite e una sorta di selva intricata e dura, un’ apparenza misteriosa e folta. Dal centro dell’intrico s’alzava una torre, e in cima alla torre la statua di un guerriero pareva stesse alle vedette“. Così D’Annunzio descrive il giardino di Villa Pisani ne “Il fuoco”. Nel parco di 14 ettari che circonda la villa del 1700 troviamo questo famoso labirinto di siepi di bosso, al cui centro sorge una torretta sulla quale è collocata una statua della dea Minerva. È qui che, un tempo, si svolgeva un gioco che prevedeva che la dama si posizionasse sulla torretta con il volto mascherato, per poi rivelare la sua identità al cavaliere che l’avesse raggiunta. Una visita alla villa è davvero d’obbligo. Oltre 30 stanze, una sala da ballo che lascia senza fiato, e il soffitto affrescato dal Tiepolo. Non vi dico altro per lasciarvi il piacere della scoperta.

Castello di Masino (Caravino, TO)

Questo è il secondo labirinto in Italia per estensione. Mille metri di siepi ricostruiscono un antico disegno seicentesco alla base della realizzazione di questo labirinto botanico. Potrete ammirare alberi imponenti e godere di una vista spettacolare dal Belvedere, oltre ovviamente a visitare le sale del castello, attualmente tutelato dal FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano. Dall’anno scorso, l’apicoltura ‘Le Querce’ cura circa venti arnie di api all’interno del parco. I visitatori potranno scoprire il Progetto Api del FAI, l’importanza degli impollinatori per la salvaguardia della biodiversità e come è fatto il mestiere dell’apicoltore. Da non perdere, se ci andrete in autunno e verificando le date, la storica mostra mercato di fiori, piante e idee per il giardino, l’orto e il frutteto che colora e arricchisce tutti gli spazi all’interno di questa bellissima cornice. 

Il Giardino dei Boboli e l’esempio di labirinto toscano (FI)

Anche qui vale lo stesso discorso fatto a proposito di alcune mete precedenti. A Firenze, immagino abbiate visto tanto altro. Ciò nondimeno, vale assolutamente la pena di visitare il Giardino di Boboli. Esteso su un’area di circa 45.000 m², la sua costruzione risale al periodo tra il XVI e il XIX secolo, grazie ai Medici, signori indiscussi di Firenze. La sua cura fu poi garantita dagli Asburgo-Lorena e proseguita dai Savoia. Nato come parco di Palazzo Pitti, è connesso anche al Forte di Belvedere, avamposto militare per la sicurezza del sovrano e la sua famiglia. Uno dei più importanti esempi di giardino all’italiana al mondo, è un vero e proprio museo all’aperto per la collezione di sculture presenti, le quali vanno dalle antichità romane al XX secolo. Ovviamente, anche qui non manca un labirinto!

Parco giardino Sigurtà (Valeggio sul Mincio, VR)

Questo labirinto non è antico, essendo stato inaugurato nel 2011. La pianta è geometrica e conta circa 1.500 esemplari di piante di tasso alte più di due metri. Progettato dal Conte Giuseppe Inga Sigurtà con la collaborazione di Adrian Fisher, vede al centro sorgere una torre ispirata a quella del parco del Bois de Boulogne di Parigi. Raggiungerla vi ricompenserà con una bellissima vista del labirinto dall’alto. Ci riuscirete?

Parco della Preistoria (Rivolta d’Adda, CR)

Questo luogo non è solamente un bosco secolare di oltre 100 ettari, ma anche un itinerario botanico al cui interno si trovano 32 ricostruzioni di animali preistorici. Di sicuro un posto fantastico per i bambini…di tutte le età (come me!). Qui non siamo di fronte a un labirinto storico, ma il divertimento nel perdersi al suo interno è assicurato.  

Robert Morris Collezione Gori Fattoria di Celle (Calenzano, FI)

Questo labirinto che si trova all’interno della Collezione Gori – Fattoria di Celle, vicino Calenzano e appartiene dal 1970 al collezionista Giuliano Gori, che qui ha realizzato la prima collezione privata di arte ambientale in Italia. Le sale della settecentesca fattoria e il suo grande parco, aperti al pubblico dal 1982, ospitano ad oggi ottanta opere appositamente create per questi spazi dai maggiori artisti della scena contemporanea. Se non ci siete mai stati, vale assolutamente il viaggio. L’artista Robert Morris ha realizzato qui un labirinto nel 1982, su un pendio del parco. La sua particolarità maggiore è l’essere in realizzato in marmo ed avere una forma triangolare che è percepibile solo dall’alto. Le pareti, tramite un gioco di fasce bianche e verdi, trasmettono un senso di quasi disagio, dovuto alla pendenza del terreno, quasi come se l’artista volesse ricordarci lo stato di equilibrio precario dell’umanità nel mondo. Come se ce ne fosse bisogno.

Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads

 

Una replica a “13 labirinti in Italia tra storia, natura e suggestione”

  1. Avatar Marco Carpineti e l’incanto della scoperta – #LIEVEPERDILETTO

    […] tempi del Covid avevo fatto una ricerca sui Labirinti italiani, perchè da sempre sono metafora della vita, del suo percorso intricato e pieno di prove spesso […]

Lascia un commento